Charlie è un giovane poliziotto di provincia lasciato
dalla moglie e che soffre di schizofrenia. Non riesce ad affrontare le situazione in cui
cè da tirare fuori una certa decisione, sottomettendosi così al volere degli
altri. Allora crea Frank, il suo alter ego deciso e violento. Il problema diverrà più
evidente quando entrambi si innamoreranno della bella Irene.
Dopo Scemo e + scemo tornano insieme i Farrelly Brothers e Jim Carrey: il
risultato è un film decisamente non avaro di gag e risate, ma alquanto lontano dalla
irriverenza e originalità che aveva contraddistinto i giovani registi due anni fa con Tutti
pazzi per mary.
La scorrettezza di questultimo faceva sì che il film vivesse di luce propria
solo per le situazioni che venivano create, mentre Io, me & Irene, non solo ha
un sapore di già visto in molti punti, ma anche manca della sana e incisiva cattiveria.
È vero, prendono in giro disabili, albini, uomini di colore, il tutto senza remore o
sensi di colpa, ma è come se questa volta un freno avesse frenato la vera potenzialità,
politicamente scorretta, del film.
Jim Carrey si dimostra invece essere il vero motore del film. I fratelli Farrelly hanno
infatti dichiarato di aver scritto la parte apposta per lui e per la sua mimica, ma forse
hanno confidato troppo nel suo genio comico, non creando quellalchimia che sarebbe
stata necessaria.
Lattore, che ormai viene pagato qualcosa come venti milioni di dollari a film, e
dopo il suo intervallo nel cinema "serio" con The Truman Show e Man on the Moon,
ritorna alle origini, al genere che, dopo anni di gavetta, lo aveva lanciato
definitivamente con Ace Ventura. Il risultato non è affatto deludente per questo Jerry
Lewis del duemila dalla faccia di gomma che riesce a calamitare su di sé qualsiasi
attenzione, distogliendo così lo spettatore dalla noia.
Delude invece la bella Renée Zellweger: lattrice che ben si era fatta notare in
Jerry Maguire, rimane un piuttosto offuscata dalla grandezza di Carrey, riducendosi così
a un ruolo che sarebbe dovuto essere più incisivo e determinante.
Ideale per fare quattro risate, certe volte anche intelligenti, in compagnia.