LE RECENSIONI
a cura di Manuel Sgarella

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Io, me & Irene

Titolo originale: I, myself & Irene
Regia:
Bobby & Peter Farrelly
Interpreti:
Jim Carrey; Renée Zellweger
Fotografia:
Mark Irwin
Sceneggiatura:
Bobby & Peter Farrelly; Mike Cerrone
Produzione:
USA, 1999
Durata:
116’

Charlie è un giovane poliziotto di provincia lasciato dalla moglie e che soffre di schizofrenia. Non riesce ad affrontare le situazione in cui c’è da tirare fuori una certa decisione, sottomettendosi così al volere degli altri. Allora crea Frank, il suo alter ego deciso e violento. Il problema diverrà più evidente quando entrambi si innamoreranno della bella Irene.

Dopo Scemo e + scemo tornano insieme i Farrelly Brothers e Jim Carrey: il risultato è un film decisamente non avaro di gag e risate, ma alquanto lontano dalla irriverenza e originalità che aveva contraddistinto i giovani registi due anni fa con Tutti pazzi per mary.

La scorrettezza di quest’ultimo faceva sì che il film vivesse di luce propria solo per le situazioni che venivano create, mentre Io, me & Irene, non solo ha un sapore di già visto in molti punti, ma anche manca della sana e incisiva cattiveria.

È vero, prendono in giro disabili, albini, uomini di colore, il tutto senza remore o sensi di colpa, ma è come se questa volta un freno avesse frenato la vera potenzialità, politicamente scorretta, del film.

Jim Carrey si dimostra invece essere il vero motore del film. I fratelli Farrelly hanno infatti dichiarato di aver scritto la parte apposta per lui e per la sua mimica, ma forse hanno confidato troppo nel suo genio comico, non creando quell’alchimia che sarebbe stata necessaria.

L’attore, che ormai viene pagato qualcosa come venti milioni di dollari a film, e dopo il suo intervallo nel cinema "serio" con The Truman Show e Man on the Moon, ritorna alle origini, al genere che, dopo anni di gavetta, lo aveva lanciato definitivamente con Ace Ventura. Il risultato non è affatto deludente per questo Jerry Lewis del duemila dalla faccia di gomma che riesce a calamitare su di sé qualsiasi attenzione, distogliendo così lo spettatore dalla noia.

Delude invece la bella Renée Zellweger: l’attrice che ben si era fatta notare in Jerry Maguire, rimane un piuttosto offuscata dalla grandezza di Carrey, riducendosi così a un ruolo che sarebbe dovuto essere più incisivo e determinante.

Ideale per fare quattro risate, certe volte anche intelligenti, in compagnia.

 

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