LE RECENSIONI
a cura di Manuel Sgarella

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Insider – dietro la verità

Titolo originale: The Insider
Regia: Michael Mann
Interpreti: Al Pacino; Russell Crowe; Christopher Plummer
Musica: Lisa Gerrard; Pieter Bourke
Fotografia: Dante Spinotti
Sceneggiatura: Eric Roth; Michael Mann
Durata: 157’

Era da anni che un film non trattava così realisticamente e seccamente un tema di una certa attualità politica: questa volta è toccato alla guerra del tabacco. Non banale, non retorico, con un ottimo ritmo, non annoia nemmeno chi, dei troppi thriller giuridico-giornalistici, ne è stufo. Non è nemmeno un film moralista, tratta la coerenza come valore venduto per l’arrivismo.
Jeffry Wigand (Russell Crowe) è un dirigente di una delle più grosse aziende d’America produttrici di sigarette e viene improvvisamente licenziato per la sua presa di posizione morale contro l’Azienda. Lowell Bergman (Al Pacino) è invece un giornalista d’assalto specializzato in interviste che lavora per una famosa rete televisiva, ed è sempre a caccia dello scoop vincente. Il frenetico giornalista incontrerà il ferreo moralista di sani principi e riuscirà a strappargli un’intervista nella quale, l’ex dirigente, romperà il patto di non divulgazione firmato con l’azienda rendendo nota la questione, che invece doveva essere tenuta nascosta all’opinione pubblica, che la nicotina produce assuefazione. Ben presto Wigand non sarà l’unico a dover combattere contro il sistema, anche Bergman si dovrà fare in quattro visto che la stessa televisione, sotto le pressioni delle grosse aziende, non vuole mandare in onda l’intervista.
Sette nomination agli Oscar tra cui quella per il Miglior Film, Miglior Regista e Miglior Attore Protagonista (Russell Crowe). Ma la candidatura più meritata è quella per la Migliore Fotografia (Dante Spinotti): il film è una danza continua di luci e di ombre, di chiari e di scuri... di verità e di bugie.
Una storia vera, basata sull’articolo che negli stati uniti ha dato il via a una serie di azioni legali contro le grandi produttrici di sigarette. Ma non è semplicemente una storia di cronaca diventata fiction: nelle mani del regista de L’ultimo dei Mohicani e di Heat-La sfida, diventa un’altra splendida storia dove non si racconta solo la nascita di un’amicizia comune, ma il principio di un legame tra due uomini che la ricerca della verità e la solitudine hanno reso grande e unico.

 

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