Era da anni che un film non trattava così realisticamente
e seccamente un tema di una certa attualità politica: questa volta è toccato alla guerra
del tabacco. Non banale, non retorico, con un ottimo ritmo, non annoia nemmeno chi, dei
troppi thriller giuridico-giornalistici, ne è stufo. Non è nemmeno un film moralista,
tratta la coerenza come valore venduto per larrivismo.
Jeffry Wigand (Russell Crowe) è un dirigente di una delle più grosse aziende
dAmerica produttrici di sigarette e viene improvvisamente licenziato per la sua
presa di posizione morale contro lAzienda. Lowell Bergman (Al Pacino) è
invece un giornalista dassalto specializzato in interviste che lavora per una famosa
rete televisiva, ed è sempre a caccia dello scoop vincente. Il frenetico giornalista
incontrerà il ferreo moralista di sani principi e riuscirà a strappargli
unintervista nella quale, lex dirigente, romperà il patto di non divulgazione
firmato con lazienda rendendo nota la questione, che invece doveva essere tenuta
nascosta allopinione pubblica, che la nicotina produce assuefazione. Ben presto
Wigand non sarà lunico a dover combattere contro il sistema, anche Bergman si
dovrà fare in quattro visto che la stessa televisione, sotto le pressioni delle grosse
aziende, non vuole mandare in onda lintervista.
Sette nomination agli Oscar tra cui quella per il Miglior Film, Miglior Regista e Miglior
Attore Protagonista (Russell Crowe). Ma la candidatura più meritata è quella per la
Migliore Fotografia (Dante Spinotti): il film è una danza continua di luci e di ombre, di
chiari e di scuri... di verità e di bugie.
Una storia vera, basata sullarticolo che negli stati uniti ha dato il via a una
serie di azioni legali contro le grandi produttrici di sigarette. Ma non è semplicemente
una storia di cronaca diventata fiction: nelle mani del regista de Lultimo dei
Mohicani e di Heat-La sfida, diventa unaltra splendida storia dove non si
racconta solo la nascita di unamicizia comune, ma il principio di un legame tra due
uomini che la ricerca della verità e la solitudine hanno reso grande e unico.