L’avventura di Frodo, piccolo Hobbit, il cui destino è segnato
dall’unico Anello in grado di dominare il mondo. Si racconta così
il viaggio verso la distruzione del gingillo, in fuga dal malvagio
mago Sauron, forgiatore dell’anello che se ne rivuole impossessare.
Frodo sarà aiutato nel suo viaggio da maghi buoni, nani scorbutici e
avari, uomini senza coraggio, elfi magici e immortali, nel disperato
tentativo di impedire che l’anello torni nelle mani dell’oscuro
Sauron.
La trasposizione di un’opera letteraria come Il signore degli
anelli di Tolkien era sempre stata un sogno per Hollywood. Nel ’78
venne realizzato un lungometraggio d’animazione che riassumeva i tre
libri, ma il risultato fu alquanto deludente, sia per i tolkeniani,
sia per il semplice spettatore cinematografico.
Oggi il neozelandese Peter Jackson dopo sei anni di preparativi
ripropone la stessa storia, ma in film. La tecnologia digitale ha
finalmente permesso di poter ricreare quel mondo immaginario e
fantastico ideato da Tolkien nella prima metà del ‘900 e che ha
dato vita al genere fantasy.
Il signore degli anelli è soltanto la trasposizione del
primo capitolo della saga. In totale è una trilogia, esattamente come
il libro. Jackson, in un anno di riprese ha già girato tutti e tre i
film che usciranno però a distanza di un anno l’uno dall’altro.
Ciò, dopo sei anni di intensa pre-produzione, ha fatto sì che questo
primo capitolo potesse mettere le basi della trilogia senza creare
scompensi con il libro. Il risultato è un gran bel film che rispetta
appieno l’anima letteraria del libro, ma se Harry Potter (paragone
innegabile visto che sono entrambi "film evento" di questo
anno cinematografico) peccava di una certa letterarietà, La
compagnia dell’anello pecca di esagerata spettacolarità. E’
vero, gli effetti speciali sono bellissimi, si notano poco, e nulla da
dire sulla riproduzione dell’universo tolkeniano (ricreato con gli
illustratori del libro), ma questa fascinazione distoglie l’attenzione
da quella che è la filosofia dell’anello, rendendo forse un po’
troppo New Age la parte filosofica del film.
Siamo di fronte a una pellicola pensata, e creata, nella sua
interezza (una trilogia) e forse non si può azzardare un giudizio
senza prima aver visto i prossimi due episodi. Preso singolarmente, il
film è meno originale di Harry Potter, ma Il signore degli
Anelli sarà veramente completo solo con l’uscita degli altri
due film, esattamente come lo storico libro. Solo allora potremo dire
se la trilogie entrerà a far parte anche della Storia del cinema.