LE RECENSIONI
a cura di Manuel Sgarella

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Il nemico alle porte

Titolo originale: Enemy at the gates
Regia:
Jean-Jacques Annaud
Interpreti:
Jude Law; Joseph Fiennes; Ed Harris; Rachel Weisz; Bob Hoskins
Sceneggiatura:
Alain Godard; Jean-Jacques Annaud
Fotografia:
Robert Fraisse
Musica: James Horner
Produzione:
Germania; Gran Bretagna; Irlanda; Usa; 2001
Durata:
131’

1942, la battaglia di Stalingrado: la conquista della città da parte dei tedeschi avrebbe significato il crollo morale della Russia: i soldati russi avevano bisogno di qualcosa in cui credere per combattere, qualcosa che non fosse soltanto la paura di morire. Su questa filosofia nasce la leggenda del cecchino russo che uccide con un colpo solo centinaia di ufficiali tedeschi: gli invasori reagiscono assoldando, a loro volta, il loro miglior cecchino.

Kolossal europeo che si vuole andare a imporre alle megaproduzioni americane costruendo, su una bella idea, oltre alla spettacolarità, anche quel pizzico di autorialità che rende la pellicola non prettamente commerciale.

Peccato che Annaud, già autore di film storici come Il nome della rosa e L’orso, non riesca appieno nell’impresa: la bella ricostruzione storica fa la sua scena, la spettacolarità anche, ma perchè ridurre tutta l’emozione di una battaglia che ha cambiato il corso della storia, a un semplice duello? Si passa facilmente da un inizio con un accurato sfondo storico, con la tensione che cresce con la consapevolezza del protagonista, a una seconda parte dove la storia vive di rendita e tutto si riduce a una semplice storia d’amore con un duello tra cecchino tedesco e cecchino russo; duello nel quale sono state dimenticate totalmente le intenzioni storiche della prima parte.

Il film di Annaud è comunque una pellicola al di sopra della media che ben riesce a contrapporsi ai film americani, oramai sempre più uguali. Innegabile il paragone, soprattutto per il potente inizio, con Salvate il soldato Ryan: se quest’ultimo mirava soprattutto a un patriottismo di fondo nemmeno molto velato, Il nemico alle porte vorrebbe puntare meno sullo stereotipo bellico e più sulla figura umanizzata dell’uomo eroe.

Grandiosi comunque gli interpreti: oltre a un sempre più emergente Jude Law, su tutti un Ed Harris con un’agghiacciante sguardo da perfetto cattivo con, in apparenza, un pizzico di bontà-umanità (come nella sua miglior interpretazione: quel Christof di The Truman Show che gli valse anche una nominations agli Oscar); notevole anche la piccola parte di Bob Hoskins, il cui Kruscev rispecchia perfettamente quel falso mito dell'uguaglianza comunista.

 

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