LE RECENSIONI
a cura di Manuel Sgarella

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Il grinch

Titolo originale: How the Grinch Stole Christmas
Regia: Ron Howard
Interpreti: Jim Carrey; Clint Howard; Christine Barasky; Taylor Momsen
Sceneggiatura: Jeffrey Price; Peter S. Seaman
Fotografia: Donald Peterman
Musica: James Horner
Produzione:
USA, 2000
Durata:
105’

Il Grinch è un omino verde, puzzolente, maleducato e scorbutico che odia il Natale e tutto quello che porta con sè. Lo odia talmente tanto che cerca di rubare tutti i regali di Natale nel paese di Kinonsò. Solo la bambina Cindy e il fedele cane Max, vedono in lui qualcos’altro oltre all’apparenza fatta d’odio.

Nuova favola natalizia che non poteva mancare in queste feste dove ci aspetta una massiccia invasione di cartoni animati e similari (Dinosauri e Galline in Fuga su tutti). Tratto da una favola americana scritta da Dr. Seuss, Il Grinch è un personaggio molto ben radicato nella giovane cultura statunitense. Ron Howard, specialista dei buoni sentimenti (basti ricordare Cocoon – L’energia dell’universo e Apollo 13) realizza così un film che certo non è il suo capolavoro, ma che affronta dignitosamente un tema anche troppo abusato dal cinema. In fondo nel film si critica quella stessa commercializzazione del Natale sfruttata anche aggi dal cinema. Howard riesce bene a gestirsi gli irritabili personaggi di contorno creando un villaggio paragonabile solamente alla cittadina di Tim Burton in Edward – Mani di Forbice dove, come a Kinonsò, i protagonisti badavano sempre a tenere un sorriso stampato sulle labbra perchè lo richiedeva la circostanza. Sentenziare che solo una bambina nella sua ingenuità riesce a vedere dentro una persona, non è un’idea nuova, ma è di certo resa bene con quella maestria alla quale il regista si rifatto: i dolci film di Frank Capra.

Spettacolare, come al solito, la mimica di Jim Carrey che in questo film rinuncia totalmente alla sua visibilità, alla sua faccia (in cambio naturalmente di un cospicuo compenso di 25 milioni di dollari). Non è facile riconoscerlo dietro quella maschera che ha richiesto, durante le riprese, ben cinque ore al giorno di trucco. Carrey è un attore con la A maiuscola ed è un centro per tutto il film che molte volte sfocia nell’eccessivo buonismo; buonismo che, però, per una pellicola natalizia va più che bene... altrimenti non sarebbe più Natale.

Un’occhiata speciale va data alle straordinarie scenografie e ai bellissimi costumi che rispecchiano appieno l’animo appariscente degli abitanti della piccola cittadina, e che tanto irritano quanto è forte lo spirito natalizio che il film vuole trasmettere.

 

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