Bridget Jones è una trentenne come tante altre: single, fuma,
beve, si diverte, la madre che cerca costantemente di maritarla, una
vita amorosa incasinatissima e un lavoro che non la soddisfa. La
ciliegina sulla torta arriva a una festa di capodanno con i familiari;
festa durante la quale decide di dare una ridimensionata alla sua
vita, e lo farà cominciando a tenere un diario in cui segnerà la
verità e soltanto la verità.
La schiettezza e la crudeltà dell’omonimo libro di Helen
Fielding dal quale è tratto il film, non vengono proprio rispettate:
forse per prudenza, forse perché non commerciali, probabilmente la
maggior paura era che non fossero cinematograficamente funzionali. Una
buona partenza, momenti esilaranti, un certo cinema inglese degli
ultimi tempi (come Quattro matrimoni e un funerale), fanno di
questa pellicola un buon prodotto che non può non far ridere.
Peccato che la perfidia dell’inizio si perda man mano che la
protagonista trova l’amore: slittare verso la commedia convenzionale
purtroppo crea una certa prevedibilità che fa cadere il film in un
prodotto che poteva essere decisamente migliore e più originale. Ma
questo difetto, seppur sentito, non uccide la pellicola che invece
gode di un brio e di una vivacità come poche commedie sanno fare: la
Zellweger, nonostante sia texana di origine, è stata elogiata da
tutti i giornali per la trasformazione della sua dizione in perfetto
accento British.
Ottimi anche i co-protagonisti e i personaggi di contorno. Gli
amici di Bridget meriterebbero forse più spazio: capaci di esilaranti
momenti, vengono relegati a qualche semplice comparsata, ma insieme
sono delle vere e proprie potenze della natura, come lo è anche la
colonna sonora, perfettamente integrata con quello che è la vivacità
e il romanticismo della trama.
Allora cosa non funziona? Ben poco non funziona. Viene spontaneo
però pensare a perché dopo un inizio così controcorrente, gli
autori abbiano voluto dirigersi verso il "finto
controcorrente" che tanto sta andando di moda in questi anni. E’
vero stanno nascendo tante commedie intelligenti e brillanti, come Full
Monty e Svegliati Ned, ma non si rischia così di creare
delle commedie, seppur efficaci, forse tutte uguali?