Un meteorite cade sulla terra portando con sè una nuova forma di
vita che due scapestrati e "sfigati" scienziati scoprono
essere organismi unicellulari. Ma tutto non si ferma a questa
scoperta: gli organismi ben presto si trasformano in forme di vita
pluricellulari: l’evoluzione di cinque miliardi di anni, si compie
nel giro di un mese. Ben presto interviene anche l’esercito,
portando via le ricerche ai due scienziati.
Potrebbe essere l’incipit di un serio film di fantascienza. E
così era, ma quando lo prese in mano Ivan Reitman, già regista di Ghostbusters,
l’idea prese subito forma come film contro il consumismo e gli
effetti speciali che a Hollywood si sprecano. Seguendo una linea molto
anni cinquanta e pieno di citazioni ai film di genere, da Indipendence
Day a E.T., Evolution raggiunge
quella sottile ironia stile Mars Attack di Tim Burton
che costringe lo spettatore prima a chiedersi perchè è andato al
cinema quella sera e poi a pensare che forse non si tratta di un film
poi tanto idiota come potrebbe sembrare.
Gli americani si sa, sono dei faciloni che puntano soprattutto alla
riuscita commerciale del film: questo nuovo prodotto del, per fortuna
ritrovato, Ivan Reitman, dimostra quanto sia indispensabile sapersi
prendere in giro. La serietà di un’invasione aliena viene
nettamente contrapposta a una serie di situazioni che la nostra
società fatica a vedere e accettare ma che costantemente si vivono
tutti i giorni: esempi espliciti ne sono le varie reazioni dei
personaggi di contorno di fronte alla scoperta degli alieni.
I protagonisti non potevano essere più azzeccati. David Duchovny,
l’ex protagonista di X-files, si prende in giro da
solo quando si tratta di chiamare in causa i federali ("lasciamo
stare quelli, li conosco bene"), ma si scrolla bene di dosso il
ricordo della serie televisiva; Julianne Moore anche se questo è
decisamente un piccolo film, fa nettamente una più bella figura che
nello scialbo Hannibal; mentre rende tutto più gustoso
il simpatico cameo dell’ex Blues Brothers Dan Aykroyd
nella parte del governatore dell’arizona: già tra i protagonisti di
Ghostbusters, Aykroyd dà quel tocco di classe che il
film fa tranquillamente respirare dall’inizio alla fine. Pur non
essendo un capolavoro, Evolution regala momenti davvero
esilaranti.