Dogville
Titolo originale: Dogville
Regia: Lars Von Trier
Interpreti: Nicole Kidman; Stellan Skarsgard; Siobahn Fallon;
Chloe Sevigny; Jeremy Davies
Sceneggiatura: Lars Von Trier
Fotografia: Anthony Dod Mantle
Musica: -
Produzione: Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Italia,
Norvegia, Olanda, Svezia, 2002
Durata: 135 |
Dogville non è certo il centro del
mondo, ma sicuramente rappresenta la realtà e quello che siamo e non
vogliamo riconoscere. Dogville è un paese di poche anime che accoglie
Grace, una giovane donna in fuga dai gangsters alla fine degli anni
’30, durante la grande depressione. Dapprima gli abitanti accolgono
la ragazza con riluttanza, costringendola a farsi accettare tramite il
lavoro. Poi la sfruttano sempre più costringendola in una sorta di
schiavitù (con tanto di catene). Ma per Grace, che accetta tutto
perché "non è colpa loro", arriva un punto di saturazione
che culminerà in tragedia.
Dalla trama può sembrare un classico
melodramma, ma non è così. Di classico questo film non ha
assolutamente nulla. Cinema, teatro, letteratura si mischiano in una
rappresentazione che nell’originale dovrebbe durare tre ore, ma che
in Italia è uscita, su indicazione dello stesso regista, tagliata di
circa 40 minuti. Lars Von Trier non dimentica certo la sua
provocazione e dopo aver fondato il dogma nel ’95 (e averne seguite
le regole con un solo film), con "Dogville" ribalta ancora
tutte le regole. E lo fa con un film che racconta l’America (lui che
non ci è mai stato), realizzato in inglese con attori americani, ma
soprattutto senza scenografie, solo un teatro di posa senza fondali e
con le case disegnate per terra con il gesso.
Sinceramente, all’inizio, il film è
decisamente spiazzante, anche a causa di una voce fuori campo che
narra come fosse una favola. Ma ben presto si capisce la forza del
rappresentazione: grazie a una grande storia e una splendida
recitazione (su tutti la protagonista Nicole Kidman, ancora una
volta), si dimentica qualsiasi finzione e la realtà entra nella
testa. La storia di una persona (pura?) che entra in una comunità e
fa di tutto per essere accettata, compreso rassegnarsi allo
sfruttamento, è quello che accade ancora oggi, in tutte le parti del
mondo. Soprattutto in questa nuova America degli anni trenta in cui si
sta trasformando l’Europa. E forse era proprio questo che Von Trier
voleva dire nel girare in Europa un film sull’America. Alla faccia
di chi lo critica per non esserci mai stato!
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