LE RECENSIONI
a cura di Manuel Sgarella

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Dancer in the dark

Titolo originale: Dancer in the dark
Regia: Lars Von Trier
Interpreti: Bjork; David Morse; Peter Stormare; Catherine Deneuve; Jean-Marc Barr
Sceneggiatura: Lars Von Trier
Fotografia: Lars Von Trier; Robby Muller
Musica: Bjork; Mark Bell
Produzione:
DANIMARCA, 2000
Durata: 140’

Lars Von Trier abbandona le ferree regole ideate con il manifesto del Dogma 95, da lui scritto, per così creare un capolavoro che difficilmente verrà dimenticato. Unendo le caratteristiche del musical hollywoodiano e del classico melodramma, il regista danese ci racconta l’agghiacciante storia di Selma, donna dell’est europeo emigrata negli Stati Uniti per poter curare il figlio, il quale, come lei, è affetto ad una grave malattia agli occhi che porta alla sicura cecità. Selma sta velocemente diventando ceca, ma deve assolutamente lavorare per poter raccogliere i soldi che pagheranno l’operazione al figlio.

Come già aveva fatto con Le onde del destino, Von Trier colpisce allo stomaco per l’efficacia e la crudezza con cui riesce a rendere la realtà dei sentimenti. Il suo modo (stomachevole? anomalo? innovatore? eclettico?) di fare cinema, rende la pellicola "vera", talmente vera che i momenti in cui i protagonisti iniziano a cantare non risultano per nulla finti. Questi momenti sono l’anima, l’ingenuità, i sogni, le speranze di Selma.

Dancer in the Dark non è un musical perché, a differenza di tutti quei film definiti tali, non tratta un tema-pretesto che serve solo a far cantare i protagonisti. Dancer in the Dark è un melodramma che usa le canzoni perché proprio le canzoni, la musica, i rumori, sono le cose che fanno parte della vita di una donna che riesce, con i semplici frastuoni di ciò che le sta intorno (e non solo...), a creare un musical e quindi essere felice e "vedere".

Grandiosa la performance di Bjork, attrice perfetta che sfodera tutta la sua bellezza nelle canzoni da lei scritte apposta per il film. Bjork rende a Selma qualcosa che nessun’altra attrice sarebbe mai riuscita a fare: la sua musica diventa tutt’uno con il personaggio di Selma e, insieme, raccontano la passione: passione che rompe la cecità, passione che distrugge le false regole civili, passione che crea l’amore, passione che rende il sacrificio un elemento necessario alla felicità.

Dancer in the dark è pura poesia visiva e musicale.

 

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