LE RECENSIONI
a cura di Manuel Sgarella

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Criminali da strapazzo

Titolo originale: Small time crooks
Regia: Woody Allen
Interpreti: Woody Allen; Tracy Ullman; Elaine May; Hugh Grant; Tony Darrow
Sceneggiatura: Woody Allen
Fotografia: Zhao Fei
Produzione:
USA, 2000
Durata: 94’

Un’ex galeotto dalle idee geniali detto "mente", convince la moglie e alcuni amici ad affittare un negozio vicino a una banca: intanto che la moglie fa biscotti come copertura, i quattro ladri dovranno scavare un tunnel sottoterra per poi sbucare nella cassaforte della banca. I soldi arriveranno, ma non dalla parte che la banda di "mente" aveva immaginato.

Presentato fuori concorso al Festival di Venezia, Criminali da strapazzo è il trentesimo film di Woody Allen, il quale torna così ad affrontare vecchi temi a lui sempre stati cari come le differenze di classe o l’arricchimento come strumento deleterio alla persona. Sono quindi temi meno nuovi per l’autore che con questo film, oltre a segnare un ritorno al passato, segna pure un ritorno al successo: maggiormente apprezzato in Europa, dopo tanti anni finalmente Allen anche in America è riuscito a far combaciare i gusti della critica con quelli del pubblico.

Battute a raffica si susseguono a situazioni che ricordano vecchi film (chiara la citazione al capolavoro italiano de I soliti ignoti): non il migliore Woody Allen, ma un film divertente, molto probabilmente volutamente sottotono, che come al solito sforna delle interpretazioni da manuale. Le due donne, Tracy Ullman che interpreta la moglie e Elayne May che fa la cugina non molto intelligente, valgono da sole la visione del film. La loro performance è quella che più genera quelle situazioni tanto care all’attore/regista/autore e che tanto piacciono al pubblico.

Woody Allen non sta morendo artisticamente, come tanti malignamente nel mondo del cinema sostengono, ma semplicemente sfrutta quelle sue piccole grandi storie per raccontare le persone: se con il recente Accordi e disaccordi aveva raccontato le frustrazioni di un chitarrista jazz che non riesce/vuole essere il numero 1 del mondo, se con Io & Annie raccontava le vicissitudini di una coppia in crisi, se con Interiors raccontava l’io bergmaniano dei protagonisti, con Criminali da strapazzo torna a fare un salto nella sua vecchia commedia che lo aveva lanciato agli inizi della sua carriera. Non sempre si possono fare dei cosiddetti "capolavori", ma certamente questo film è più intelligente e genuino di tante piccole commediole ostentate che ci sono in giro.

 

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