Unex galeotto dalle idee geniali detto "mente",
convince la moglie e alcuni amici ad affittare un negozio vicino a una
banca: intanto che la moglie fa biscotti come copertura, i quattro
ladri dovranno scavare un tunnel sottoterra per poi sbucare nella
cassaforte della banca. I soldi arriveranno, ma non dalla parte che la
banda di "mente" aveva immaginato.
Presentato fuori concorso al Festival di Venezia, Criminali da
strapazzo è il trentesimo film di Woody Allen, il quale torna
così ad affrontare vecchi temi a lui sempre stati cari come le
differenze di classe o larricchimento come strumento deleterio alla
persona. Sono quindi temi meno nuovi per lautore che con questo
film, oltre a segnare un ritorno al passato, segna pure un ritorno al
successo: maggiormente apprezzato in Europa, dopo tanti anni
finalmente Allen anche in America è riuscito a far combaciare i gusti
della critica con quelli del pubblico.
Battute a raffica si susseguono a situazioni che ricordano vecchi
film (chiara la citazione al capolavoro italiano de I soliti ignoti):
non il migliore Woody Allen, ma un film divertente, molto
probabilmente volutamente sottotono, che come al solito sforna delle
interpretazioni da manuale. Le due donne, Tracy Ullman che interpreta
la moglie e Elayne May che fa la cugina non molto intelligente,
valgono da sole la visione del film. La loro performance è quella che
più genera quelle situazioni tanto care allattore/regista/autore e
che tanto piacciono al pubblico.
Woody Allen non sta morendo artisticamente, come tanti malignamente
nel mondo del cinema sostengono, ma semplicemente sfrutta quelle sue
piccole grandi storie per raccontare le persone: se con il recente Accordi
e disaccordi aveva raccontato le frustrazioni di un chitarrista
jazz che non riesce/vuole essere il numero 1 del mondo, se con Io
& Annie raccontava le vicissitudini di una coppia in crisi, se
con Interiors raccontava lio bergmaniano dei protagonisti,
con Criminali da strapazzo torna a fare un salto nella sua
vecchia commedia che lo aveva lanciato agli inizi della sua carriera.
Non sempre si possono fare dei cosiddetti "capolavori", ma
certamente questo film è più intelligente e genuino di tante piccole
commediole ostentate che ci sono in giro.