Confidence
Titolo originale: Confidence
Regia: James Foley
Interpreti: Edward Burns; Andy Garcia; Dustin Hoffman; Paul
Giamatti; Rachel Weisz
Sceneggiatura: Doug Jung
Fotografia: Juan Ruiz Anchia
Musica: Christophe Beck
Produzione: USA, 2003
Durata: 97 |
Un piccolo truffatore fa finire nella
sua rete lo scagnozzo di un boss locale. Per riscattare il torto
fatto, il piccolo truffatore propone una grande truffa al boss. La
bomba è innescata e capire chi sta truffando chi non è poi così
semplice.
Un film di trama e attori che aveva
tutte le potenzialità per diventare un grande film. Ma solo se fosse
uscito quindici o venti anni fa. Vi sono molti punti deboli in Confidence,
non tanto per la struttura narrativa comunque impeccabile, e nemmeno
per la recitazione, la quale dalle comparse ai protagonisti è ben
caratterizzata.
Quello che manca a questo film è semplicemente l'originalità: tutto
è già visto, tutto è prevedibile. Probabilmente iniziare
esattamente come in Viale del tramonto di Billy Wilder voleva
essere una dichiarazione esplicita su quello a cui si sarebbe
assistito, ovvero la prevedibilità.
Ma il risultato è comunque piuttosto
noioso. Forse drammaturgo americano David Mamet, con sceneggiature
come La casa dei giochi, Il colpo o Americani, ci
aveva abituato fin troppo bene al meccanismo dei colpi di scena a
scatole cinesi. Forse è già stato detto e sperimentato tutto. Forse
si cercava solo di racimolare qualche soldo.
Confidence non è un brutto film e non è nemmeno fatto male.
Ma tra qualche mese faticheremo a ricordarcene il titolo. Sarà più
facile ricordare The Italian Job, film dello stesso genere, ma
che almeno cercava solo di rileggere una vecchia pellicola
inglese.
Forse ci ricorderemo la faccia del giovane protagonista, Edward Burs,
che bisogna ancora capire se sia un prodigio (nato come regista) o se
sia semplicemente stato montato da una Hollywood in disperata ricerca
di autori.
Quanto al regista James Foley, lo stile
c'è e si vede. Ma con questo film sembra solo aver creato un
involucro per far soldi, nulla di più. Ben lontane qualitativamente
le opere da lui dirette come A distanza ravvicinata o il
recente, e sottovalutato, The Yards.
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