Madre e figlia sono destinate a vagare di città in città,
seguendo il Vento del nord che, istintivamente, le sospinge dove la
gente ha più bisogno di una fresca ventata di novità, di nuovo, di
diverso. E così capitano in un piccolo paesino francese, dove tutti
conoscono tutti, tutti vanno in chiesa, e da generazioni il sindaco
appartiene alla stessa famiglia; le due donne aprono una cioccolateria
proprio nel periodo di quaresima, il periodo dei sacrifici,
provoncando così un grosso scompiglio, nonchè scandalo, nella
piccola comunità.
Il perbenismo di facciata impregna il dolce Chocolat dallinizio
alla fine della storia: cercare di modificare radici popolari piantate
con anni di abitudini e ormai consolidate , è sempre stato un punto forte per la
riuscita di un film. Ed è proprio lottando contro questo conformismo
che la protagonista è anche costretta guardare se stessa e le proprie
abitudini.
Chocolat, usando la dolcezze del cioccolato mischiato con del
peperoncino, è proprio su questo punto che vuole andare a parare: la
prelibatezza per eccellenza, la cioccolata, inteso come dolcificante
stesso di una società vittima della perdita di novità, dell'assenza
di vitalità. Una
società che si nasconde dietro le icone perbeniste delletica per
non dover affrontare quel malessere generale che tutti tendono a
nascondere: la noia.
Il regista Lasse Hallstrom già aveva dato buona prova di sè con
il bel Le regole della casa del sidro trattando in maniera
egregia il difficile tema dellaborto. Purtroppo in Chocolat non
riesce a usare lo stesso registro: unico neo della regia e proprio in una certa patina
stucchevole che rende il film meno cattivo di quanto
potrebbe essere.
Fin dallinizio favola dichiarata con il classico "cera
una volta", Chocolat coinvolge appieno lo spettatore
grazie anche a quella passione per il dolce, e non solo in senso
culinario. Leccentricità, la fantasia, la voglia di non portare le
scarpe nere, sono dei diritti primari ai quali nessuno dovrebbe
rinunciare.
Candidato a 5 premi Oscar: Miglio Film, Miglior Attrice (Juliette
Binoche), Miglior Attrice non protagonista (Judi Dench), Miglior
Sceneggiatura non originale, Miglior Colonna Sonora.