LE RECENSIONI
a cura di Manuel Sgarella

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Charlie's angels

Titolo originale: Charlie’s Angels
Regia: Joseph McGanty
Interpreti: Cameron Diaz; Drew Barrymore; Lucy Liu; Bill Murray; Kelly Lynch
Sceneggiatura: John August; Ryan Rowe; Ed Solomon
Fotografia: Russell Carpenter
Musica: Ed Shearmur
Produzione: USA, 2000
Durata: 98’

La serie televisiva che spopolò alla fine degli anni settanta fa il suo debutto al cinema vent’anni dopo. La trama, così come lo fu per il serial, non è questo gran che: le tre belle detective che non usano armi e conoscono a meraviglia il kung-fu, devono proteggere un mecenate dell’informatica dagli attacchi del suo antagonista. Qualche prevedibile colpo di scena fa svoltare la storia, ma niente di speciale.

Del resto il film si dichiara fin dall’inizio per quello che è: "un altro film tratto da una serie televisiva..." è la prima battuta del film e sembra proprio preparare lo spettatore alla visione di un film che darà lo stesso sapore di una puntata del telefilm di cui poi non si ricorderà nulla della trama, ma che di sicuro impressionerà per la fatiscente bellezza delle protagoniste.

Un tocco leggero (molto leggero) sia nelle battute che nella trama, abbinato a una regia che di poco si differenzia da MTV, Charlie’s Angels fa parte di quella ormai folta schiera di titoli che sta facendo del capolavoro Matrix il capostipite di un genere: i momenti migliori della pellicola che vede protagoniste le tre belle eroine, ha i suoi momenti migliori proprio nelle coreografie dei combattimenti.

Dopo un inizio che, come è stato detto, sembra la pubblicità di uno shampoo, l’unica cosa che sembra non faccia scappare dalla sala, è l’autoironia degli attori: a parte Drew Barrymoore (la perenne ex bambina di E.T.) che lascia totalmente indifferenti, la cinese Lucy Liu riesce con una certa impassibilità a rendere almeno un po’ simpatico un personaggio noiosissimo e sterotipato, Cameron Diaz è praticamente adorabile (tra poco farà un grande salto andando a recitare per Scorsese). Ma il migliore di tutti è l’intramontabile Bill Murray: nelle sue mani il personaggio dell’uomo che fa da tramite tra gli angeli e Charlie diventa qualcosa di devvero irresistibile.

Nel complesso il film non ha grandi pretese, ma almeno non fa scappare dalla sala.

 

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