LE RECENSIONI
a cura di Manuel Sgarella

SITO ITALIANO


Speciale:
Intervista al varesino Michele Bottini protagonista del film “Casomai” insieme a Fabio Volo e Stefania Rocca 
«Volevo fare l’attore»
e ci è riuscito

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Casomai

Titolo originale: id.
Regia: Alessandro D’Alatri
Interpreti: Fabio Volo; Stefania Rocca; Rino Manni; Sara d’Amario; Gennaro Nunziante; Michele Bottini
Sceneggiatura: Alessandro D’Alatri; Anna Pavignano
Fotografia: Agostino Castiglioni
Musica: Aldo De Scalzi; Pivio De Scalzi
Produzione:
Italia, 2001
Durata: 114’

Tommaso e Stefania hanno deciso di sposarsi. Per farlo vanno alla ricerca di un posto sperduto, lontano da tutto e da tutti, dove incontrano un singolare parroco che celebra un matrimonio davvero speciale. In quell’occasione i due sposini rivivono tutta la loro storia, da quando si sono conosciuti e avevano tanti amici, fino a quando hanno cominciato a isolarsi, tralasciando anche il lavoro. Ma anche il futuro è un’incognita...

Il cammino di una giovane coppia che decide di stare insieme tutta la vita non è sempre così scontato. Conoscenza di se stessi, amici, lavoro, corso prematrimoniale, genitori di lui, genitori di lei, figli, tradimenti, litigi. Detto così può sembrare un film dove c’è dentro di tutto e di più, invece Casomai ha il grande pregio di saper giocare con le emozioni, di raccontare con una storia tutte le storie d’amore, storie che ognuno di noi vive ogni giorno e che crede siano uniche. Non si tratta di una banalizzazione, ma è praticamente impossibile non identificarsi almeno un po' nella storia di Tommaso e Stefania: c’è tutta l’essenza del voler essere unici e di vivere il rapporto in piena felicità, senza contaminazioni. Ma ci sono anche le conseguenze: l’abbandono degli amici, la voglia di non uscire di casa, l’arrivo del figlio non come gioia ma come distruzione definitiva di un rapporto degenerato e diventato come mai avresti voluto. Un rapporto che in gioventù hai sempre criticato ai “grandi” e usato come modello negativo da non imitare del tuo futuro.

La quotidianità spezza l’equilibrio di un amore, ma può anche rafforzare la sicurezza per la costruzione di un domani. Alessandro D’Alatri è un regista intelligente (Senza Pelle e I giardini dell’Eden), sa dove mettere la macchina da presa e come imbrogliare lo spettatore: non ci sono torti o meriti in un rapporto di coppia che finisce o che prosegue. D’Alatri, qui anche sceneggiatore, non dà una risposta e, in una rigorosa e inquietante caduta nel buio di una coppia come tante, riesce a far sorridere e piangere, esattamente come la realtà che vive uno spettatore qualsiasi.

Casomai tutto finisse, casomai tutto degenerasse, casomai le situazioni portassero all’inevitabile fine dell’innamoramento, casomai una coppia di pattinatori su ghiaccio non riuscisse a rimanere in piedi, casomai la vita ti portasse a non credere più nella persona amata. Casomai dovesse accadere tutto ciò, avremmo la possibilità di tornare indietro?

 

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