Buongiorno,
notte
Titolo originale: Buongiorno,
notte
Regia: Marco Bellocchio
Interpreti: Maya Sansa; Luigi Lo Cascio; Giovanni Calcagno;
Roberto Herlitzka
Sceneggiatura: Marco Bellocchio
Fotografia: Pasquale Mari
Musica: Riccardo Giagni
Produzione: Italia, 2003
Durata: 105 |
Non un thriller, non un documentario.
Soltanto il "caso Moro" visto dall'interno. Nessun super
complotto, ma nemmeno la ricerca di risposte delle quali a malapena si
fanno le domande. Buongiorno, notte è la visione del rapimento di
moro da parte di quattro brigatisti che non hanno altro a cui
rispondere se non loro stessi, e i loro "compagni".
Il film è stato accusato di dare
troppa umanità ai rapitori, di cercare delle scusanti. Ma Bellocchio
è andato ben oltre questa visione: ha visto, e fatto vedere,
l'indifferenza della gente, delle forze politiche, l'immobilismo delle
masse pronte a muoversi di fronte agli urlatori. In questo film non
viene cercata una scusante, ma viene puntato il dito contro tutti i
colpevoli di un fatto che è un tassello di un periodo della storia
italiana. Periodo confuso anche per i protagonisti di quelle vicende,
non solo per gli spettatori.
Buongiorno, notte era in
concorso al Festival di Venezia. La capacità di Bellocchio è stata
premiata con un meritatissimo premio speciale alla sceneggiatura.
Riconoscimento che in sé vuol dire tutto e niente. Ma il leone d'oro
era ben lontano e sono soltanto degli ipocriti quelli che urlano allo
scandalo e poi chiedono un cinema che parli a tutto il mondo. Sì,
perchè Bungiorno, notte è un ottimo film ed un'ottima analisi
che dovrebbe essere portata in tutte le scuole d'Italia, per
approfondire, per studiare, per farsi delle domande sul nostro
passato.
Ma è difficilmente capibile dalle
altre nazioni che hanno avuto sì il loro passato, ma non il nostro.
Come noi non abbiamo avuto il loro. Il film è troppo radicato nella
nostra storia, in quello che ancora oggi probabilmente non capiamo
fino in fondo.
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