LE RECENSIONI
a cura di Manuel Sgarella

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Boys don't cry

Titolo originale: Boys don’t cry
Regia: Kimberly Peirce
Interpreti: Hilary Swank; Chloe Sevigny; Peter Sarsgaard; Brendan Sexton III
Sceneggiatura: Kimberly Peirce; Andy Bienen
Fotografia: Jim Denault
Produzione: USA, 1999
Durata: 114’

Brendon Teena è il nome del ragazzo che a Falls City e dintorni fa strage di cuori delle ragazze che lo definiscono "il più carino e gentile del mondo". Ma lui in realtà è Teena Brandon, una ragazza che non accetta la propria sessualità. Inevitabilmente scoperta, questo comportamento, unito al conservatorismo di provincia, la porta inevitabilmente alla tragedia senza però prima aver conosciuto l’amore di Lisa.

Film indipendente americano che sbaraglia Hollywood. La capitale del cinema è andata in delirio per questo film acclamando totalmente soprattutto le interpreti. Budget ridottissimo, 2 milioni di dollari (4 miliardi, costo medio di un film italiano), la pellicola si basa sulla storia vera di Teena Brandon, la ragazza che nel 1993 venne stuprata e assassinata da tre ragazzi che non accettavano la sua scelta di voler essere a tutti i costi un ragazzo. Non un film sui diversi quindi, ma un film sull’intolleranza.

La giovane regista Kimberly Peirce iniziò a lavorare alla storia poco dopo il fatto, realizzando prima un documentario The Brandon Teena Story che comprendeva interviste ai veri protagonisti della vicenda, e poi si è adoperata per trovare i fondi per la realizzazzione. Fondi avuti dalla Killer Film, casa simbolo degli ultimissimi indipendenti americani che stanno rivoluzionando il cinema (Kids; Happines; Velvet Goldmine) e che stanno dimostrando come delle piccole storie molto forti possono, senza tanti soldi, dare molte emozioni in più di un film costato 50 volte tanto.

La protagonista, Hilary Swank, ha subito una vera e propria metamorfosi per questa interpretazione: due ora di palestra al giorno, fascia elastica per nascondere il seno, esercizi particolari per far risaltare gli zigomi. Gli stessi suoi amici quano andava in giro non la riconoscevano scambiandola per un ragazzo. Impegno straordinario per una ragazza che arriva dalla televisione (Beverly Hills e Buffy l’ammazzavampiri). Impegno premiato sia con un Golden Globe (premio internazionale della criticha) che con il premio più ambito del cinema per un attrice: l’Oscar come Miglior Attrice Protagonista.

Insomma, un bel film che colpisce proprio per la vita messa dentro dai realizzatori i quali credevano fermamente nella storia. Ma attenzione, chi lo prende solo come un filmetto con cui passare la serata rischia di annoiarsi e di non trovarlo questo granchè soprattutto per l’eccessivo dilungarsi di alcune scene.

 

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