LE RECENSIONI
a cura di Manuel Sgarella

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Billy Elliot

Titolo originale: Billy Elliot
Regia: Stephen Daldry
Interpreti: Jamie Bell; Julie Walters; Gary Lewis;
Sceneggiatura: Lee Hall
Fotografia: Brian Tufano
Musica:
Stephen Warbeck
Produzione:
Gran Bretagna, 2000
Durata:
110’

Nei primi anni ’80 in Inghilterra, in una piccola famiglia operaia, un bambino di undici anni scopre improvvisamente una certa passione per la danza. Di nascosto dalla famiglia, orfano di madre, invece di usare i soldi che gli passa il padre per imparare a boxare, si paga le lezioni di ballo, aiutato da un’insegnante che vede in lui un grosso potenziale. Il problema sarà dimostrare al mondo che lui, Billy Elliot, crede fermamente in quello che sta facendo e che lo vuole portare fino in fondo.

Film furbo e ben calibrato che riesce a unire quello che è una classica storia politicamente corretta in uno spaccato sociale dei primi anni ’80, in pieno periodo Teacher. Ed è proprio in questo periodo che sono ambientati i migliori film inglesi degli ultimi anni: da Full Monty a Grazie, signora Teacher, da My names is Joe a East is East: un periodo dove i problemi sul lavoro e grandi e tanti. In Billy Elliot tanta partecipazione la da appunto quell’ambientazione storica così complessa e ancora viva negli inglesi.

La storia del protagonista che vuole a tutti i costi arrivare al suo obiettivo e per farlo deve prima vincere contro se stesso e le sue ipocrisie, e poi cercare di farsi vedere dagli altri per quello che è veramente, è vecchia come il mondo, ma, se scritta bene, funziona alla perfezione. Questo film di stampo forse un po’ troppo televisivo riesce a coniugare alla perfezione sentimento e azione, impegno sociale e una certa dose di cattiveria.

Il piccolo Jamie Bell è bravissimo: ai primi dell’anno si parlava pure di una sua possibile candidatura all’Oscar. Anche il problema della abbinamento ballerino-gay è trattato con molta delicatezza: il ragazzino che si dichiara all’amico non viene per nulla visto male, ma semplicemente come qualcuno diverso da accettare, ed è quello che il piccolo protagonista cerca: essere accettato; accettato da un padre chiuso in un mondo di ottusi lavoratori; accettato da un fratello non abbastanza coraggioso da essere veramente ribelle; accettato da una società piena di preconcetti razziali.

Billy Elliot è una piccola pellicola che, nonostante sappia benissimo dove andare a colpire, riesce comunque a mettere in piedi una storia che emoziona e che non può non andare a segno per la sua semplicità.

 

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