Nei primi anni ’80 in Inghilterra, in una piccola famiglia operaia,
un bambino di undici anni scopre improvvisamente una certa passione per
la danza. Di nascosto dalla famiglia, orfano di madre, invece di usare i
soldi che gli passa il padre per imparare a boxare, si paga le lezioni
di ballo, aiutato da un’insegnante che vede in lui un grosso
potenziale. Il problema sarà dimostrare al mondo che lui, Billy Elliot,
crede fermamente in quello che sta facendo e che lo vuole portare fino
in fondo.
Film furbo e ben calibrato che riesce a unire quello che è una
classica storia politicamente corretta in uno spaccato sociale dei primi
anni ’80, in pieno periodo Teacher. Ed è proprio in questo periodo
che sono ambientati i migliori film inglesi degli ultimi anni: da Full
Monty a Grazie, signora Teacher, da My names
is Joe a East is East: un periodo dove i problemi
sul lavoro e grandi e tanti. In Billy Elliot tanta
partecipazione la da appunto quell’ambientazione storica così
complessa e ancora viva negli inglesi.
La storia del protagonista che vuole a tutti i costi arrivare al suo
obiettivo e per farlo deve prima vincere contro se stesso e le sue
ipocrisie, e poi cercare di farsi vedere dagli altri per quello che è
veramente, è vecchia come il mondo, ma, se scritta bene, funziona alla
perfezione. Questo film di stampo forse un po’ troppo televisivo
riesce a coniugare alla perfezione sentimento e azione, impegno sociale
e una certa dose di cattiveria.
Il piccolo Jamie Bell è bravissimo: ai primi dell’anno si parlava
pure di una sua possibile candidatura all’Oscar. Anche il problema
della abbinamento ballerino-gay è trattato con molta delicatezza: il
ragazzino che si dichiara all’amico non viene per nulla visto male, ma
semplicemente come qualcuno diverso da accettare, ed è quello che il
piccolo protagonista cerca: essere accettato; accettato da un padre
chiuso in un mondo di ottusi lavoratori; accettato da un fratello non
abbastanza coraggioso da essere veramente ribelle; accettato da una
società piena di preconcetti razziali.
Billy Elliot è una piccola pellicola che, nonostante sappia
benissimo dove andare a colpire, riesce comunque a mettere in piedi una
storia che emoziona e che non può non andare a segno per la sua
semplicità.