LE RECENSIONI
a cura di Manuel Sgarella

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Battaglia per la terra

Titolo originale: Battlefield Earth
Regia: Roger Christian
Interpreti: John Travolta; Barry Pepper; Forest; Whitacker; Kim Coates
Sceneggiatura: Corey Mandell; JD Shapiro
Fotografia: Giles Nuttgens
Produzione: USA, 2000
Durata: 117’

Nel 3000 gli esseri umani sono una specie in via di estinzione. Dopo un’invasione di alieni, gli Psychlos, che hanno conquistato il pianeta in nove minuti e che stanno sfruttando gli umani sopravvissuti per depredare tutte le risorse, un ragazzo appena catturato e che non vuole sottostare alle loro regole, aiutato involontariamente dall’avidità del capo degli alieni (interpretato da John Travolta), provoca la rivolta che riporterà l’Uomo alla sua libertà.

Film malcostruito che si regge totalmente sulla figura di John Travolta. Questi dovrebbe essere l’antagonista, ma, a causa di una semplicistica caratterizzazione del "finto" personaggio principale, diventa lui il fulcro di tutto il racconto, colpendo lo spettatore per la sua perfidia; a lui, quindi, le battute e le situazioni migliori del film. Per il resto tutto risuona come un "già visto" e "già sentito".

Fortemente voluto da John Travolta che da anni tentava di trasporre questa storia in film, e nonostante un clamoroso flop negli Stati Uniti, il film è stato accusato di essere propagandistico della corrente di pensiero di Scientology, della quale Travolta è accanito sostenitore. Infatti, il film è tratto da un romanzo scritto dal fondatore di questa "chiesa", L. Ron Hubbard morto nel 1986. Ma sinceramente nel film non pare proprio vi sia alcuna traccia di scandalosi pensieri propagandistici che non siano solo quelli dei buoni sentimenti che caratterizzano tutte le storie che trattano di riscatto della propria libertà (e nella storia del cinema sono veramente tante, talmente tante che forse hanno quasi stufato!).

Ma non è solo la sensazione di aver già visto tutto che fa scadere il film, questi manca anche di una struttura narrativa che attragga e coinvolga lo spettatore che, invece, si sente costantemente lontano dai personaggi ai quali, a causa della loro banalità, non si può per niente credere. Non aiuta nemmeno la strampalata e ingiustificata regia (troppe inquadrature sbilanciate da effetto pubblicità!) di Roger Christian, director esordiente che aveva in passato vinto un Oscar per le scenografie di Alien.

Un film deludente e che non lascia nessuna traccia, del quale nessuno, nemmeno tra quelli che lo hanno visto, si ricorderà più, ma di cui Travolta, perseverante, ha già annunciato un sequel.

 

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