Un giovane trentenne, proprietario di un negozio musicale
specializzato in vinile, dove è aiutato da degli scapestrati per i quali la cultura
musicale è tutto, viene lasciato dalla ragazza con la quale convive. Le conseguenze per
la sua vita sono disastrose: perché è mollato da tutte le ragazze che convivono con lui?
Tratto dal secondo romanzo di Nick Hornby (il primo fu Febbre al 90° dal quale
due anni fa fu tratto lomonimo film), Alta Fedeltà mette in scena le paure e
le angosce che vi sono dietro la scelta dei singles "per necessità". Ma non è
la rappresentazione di uno "sfigato", il film riesce a entrare a pieno regime
nella vita di un trentenne che abbandona ambizioni sia lavorative che personali e che si
nasconde dietro linteresse della musica. Ma è anche una bella storia damore,
la storia di un ragazzo e una ragazza che a un certo punto non vanno da nessuno parte e
devono necessariamente compiere una svolta.
Apparentemente di argomentazione leggera, non si risparmiano critiche a nessuna classe
sociale: dal finto punk al borghese benestante, passando perfino per i guru della
meditazione e dellautocontrollo; non si cercano eroi dalla vita perfetta, ma vengono
semplicemente (e con intelligenza) messe in scena le paure di un comune trentenne.
Film pieno di camei. Ad accompagnare uno scatenato John Cusack, che ha dato anche una
mano alla sceneggiatura, e oltre a uno strepitoso ed esilarante Tim Robbins e una, come al
solito, sensualissima Catherine Zeta-Jones, la pellicola si avvale di una fugace ma
grandiosa apparizione del Boss Bruce Springsteen nei panni di sé stesso.
Stephen Frears, autore inglese passato negli ultimi anni a Hollywood dove ha realizzato
film come Eroe per Caso e Mary Rally, confeziona un ottimo film con dei
dialoghi e delle situazioni spumeggianti, e con una colonna sonora assolutamente da non
perdere.