LE RECENSIONI
a cura di Manuel Sgarella

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A beautiful mind

Titolo originale: A Beatiful Mind
Regia: Ron Howard
Interpreti: Russell Crowe; Jennifer Connelly; Ed Harris; Paul Bettany
Sceneggiatura: Akiva Goldsman
Fotografia: Roger Deakins
Musica:
James Horner
Produzione:
Usa, 2001
Durata: 136’

Il giovane John Nash arriva nell’università di Princeton per compiere la specializzazione post lauream in matematica. Non frequenta i corsi ed è ossessionato dall’unico obiettivo di trovare un’idea davvero originale che lo distingua dagli altri e lo renda unico. L’elaborazione della "teoria dell’equilibrio" sarà quella che, quarant’anni dopo, gli farà vincere il premio Nobel dopo una vita marchiata dalla lotta contro la schizofrenia.

Basato su una biografia del matematico John Nash, A Beatiful Mind è stato sotto il tiro di parecchie polemiche in quanto riporta nella storia certi lati del personaggio come la presunta omosessualità vissuta a Princeton. Ebbene, dopo la visione della pellicola in cui si racconta con poesia e trasporto la vita di un uomo diviso tra la matematica e la schizofrenia, non si sente davvero il bisogno di entrare ancora di più nell’intimità dell’uomo soltanto per cercare polemica.

John Nash ha lottato contro la sua malattia grazie alla matematica e alla moglie che gli è stata costantemente a fianco (nella realtà sposata due volte). Il film ripercorre soprattutto questo filone: non tanto l’elaborazione della teoria dell’equilibrio, quanto la vittoria nei confronti della malattia, la consapevolezza di riuscire a combatterla (e di riuscire a conviverci) grazie anche all’aiuto della matematica. Una malattia comunque che, allo stesso tempo, è stata all’origine del genio.

Il regista Ron Howard solitamente è molto zuccheroso e retorico nei propri film (Cocoon, Willow, Apollo 13), ma con A Beatiful Mind riesce a mettere da parte questa sua caratteristica: viene abbandonata una certa regia di maniera e sicura, puntando invece su qualcosa di personale che contraddistingue nettamente la pellicola. Il risultato è si un film in certi punti lacrimevole, ma non totalmente retorico come ci si potrebbe aspettare. Non siamo di fronte alla solita storia dell’uomo che ha vinto un premio Nobel o dell’uomo e la sua malattia, bensì siamo davanti semplicemente a un uomo, alle sue debolezze e al suo genio.

Grande interpretazione di Russel Crowe. Quando un attore riesce a far dimenticare allo spettatore il proprio nome in favore del personaggio che interpreta, si è di fronte a una vera prova di attore con la A maiuscola: è il caso di John Nash. Un film teso, avvincente, non scontato o banale. A Beautiful Mind otto nominations agli oscar e si è portato a casa ben quattro statuette: miglior film, miglior regia, miglior attrice non protagonista a Jenifer Conelly, miglior sceneggiatura non originale.

 

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