Gwen è una scrittrice che si gode la via ridendo, ma
lunico modo che ha per ridersi è ubriacarsi fino allimpossibile e così non
ricordarsi mai nulla una volta passata la sbronza. Questo fino a quando dopo essere
entrata in una casa con una macchina, il giudice la condanna a 28 giorni in una clinica
per disintossicarsi. Sarà soprattutto con laiuto delle altre persone (altri
alcolisti e drogati) che Gwen troverà la forza per smettere di bere e iniziare una nuova
vita.
Tipico film sugli alcolisti, che non racconta nulla di nuovo e che in molti punti è
incerto se scegliere la strada della commedia o della tragedia. Quello che da più
fastidio durante la visione è il fatto che il film non racconta nulla di nuovo e tutto
viene raccontato secondo stereotipi: lalcolista con la bottiglia sempre in mano, la
drogata pallida, gli alcolisti che non ricordano nulla, il dottore che ha ucciso la sua
paziente perché era ubriaco, etc. Nulla che sia originale e nuovo come invece lo fu negli
anni 50 il tragico Giorni perduti di Billy Wilder.
Durante il film viene presa come veicolo narrativo di rappresentazione una tipica soap
opera americana: è come se il film diventasse questa soap e che quindi la realtà
diventasse soap. Un po per ridere, un po per capacità di reazione dei
protagonisti, lassociazione vita-soap (anche questa comunque idea già vecchia!)
risulta anchessa banale.
Uniche note positive del film, sono alcune situazioni piuttosto carine (la finta
commedia finale, la scalata dei tronchi) e la presenza della Bullock che si dimostra
sempre più la ragazza della porta accanto, che tutte le mamme dAmerica vorrebbero
come fidanzata ideale dei propri figli. Lei con la sua presenza, anche se i suoi
personaggi sono sempre tutti uguali fin dai tempi in cui conobbe il successo nel 1992 con
Speed, riesce ad attrarre comunque lattenzione calamitando su di sé le poche scene
interessanti.
Di molti dei personaggi di contorno ci si chiede comunque la presenza: Steve Buscemi,
attore indipendente che aveva in passato dimostrato un certo gusto sia per il film
dautore (lavorando con Tarantino ed altri della nuova generazione) sia una certa
autoironia in film commerciali (Con Air, Armageddon), in questo film nulla di tutto
ciò motiva la sua presenza. Peccato, sfruttato in maniera diversa, avrebbe reso più
interessante anche la storia.