SPECIALE
a cura di Manuel Sgarella

RECENSIONE

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Speciale "La stanza del figlio"

 

"Il dolore è forse il termine di una prova, la certezza che non tutto si può tenere a bada"

Nanni Moretti

"Non c’è scampo: senza rinunciare a se stesso, Nanni Moretti ci trascina in un abisso di disperazione impotente, nella sensazione fisica della perdita, nel consumarsi di giorni e momenti senza risposta"

Emanuela Martini – Film TV

"'La stanza del figlio' sulle prime può sconcertare. La sobrietà dei mezzi, l'economia di racconto, la capacità di ottenere molto con poco che è da sempre il segreto di Nanni, lo sfrontato pudore con cui scruta i suoi personaggi senza concedersi il minimo 'effetto' (la regia, fatta di tempi più che di spazi, è sapiente quanto invisibile), sono agli antipodi del cinema dominante"

Fabio Ferzetti - Il Messaggero

"è molto raro vedere un film che abbia il coraggio di scavare così a fondo nelle nostre paure, negli affetti, nelle debolezze e nei fantasmi che ci appartengono. Quasi che Moretti ci faccia stendere sul lettino dell'analista poi, scambiandoci i ruoli, ci si adagi lui stesso per confidarci le sue ossessioni"

Roberto Nepoti - la Repubblica

"L’"io" dei precedenti film di Nanni Moretti si trasferisce dal diario al romanzo senza perdere in mordente e attingendo anzi a una nuova maturità nella definizione di uno stile sempre più essenziale e raffinato. Così fanno gli scrittori veri quando riescono ad andare in fondo alle cose"

Tullio Kezich – Corriere della sera

"Dev’essere assai curioso per un regista trovarsi di fronte a una platea di giornalisti tumefatti, con il moccio al naso e gli occhi rossi e gonfi per le lacrime. Eravamo così, intrappolati a Roma nel suo Sacher"

Marina Pertile – Film TV

"Volevo parlare della morte. Del punto di non ritorno. E volevo affrontare questo argomento in modo netto, riflettendo su come una tragedia può dividere"

Nanni Moretti

 

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