a cura di
Manuel Sgarella

 

LA SCHEDA DEL FILM

TORNA ALLO SPECIALE KODA

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Cinema - Arriva anche in Italia il nuovo film della Walt Disney, candidato all'Oscar come miglior film d'animazione

L'orso Koda, tra miti indiani, fratellanza e amicizia

(4 marzo 2004) Arriva anche in Italia Koda, Fratello Orso, il nuovo film della Walt Disney che punta tutto sul senso della fratellanza e sull’amicizia. Il film è stato anche candidato all'Oscar 2004 come miglior film d'animazione, ma il successo planetario del pesciolino Nemo (sempre prodotto in casa Disney, ma dalla società di animazione digitale Pixar) ha avuto la meglio. La storia di Koda è ambientata 10 mila anni fa, in un idealizzato Pacific Northwest americano, alla fine dell’Era Glaciale. Il film segue le avventure di un giovane di nome Kenai che viene trasformato in orso, dopo aver ucciso un altro orso che, secondo lui, aveva assassinato il fratello. Da questa nuova prospettiva di orso, Kenai osserva il mondo con occhi diversi: diventa amico di un cucciolo di nome Koda, fa la conoscenza di una coppia di alci squinternati e si ritrova inseguito proprio da suo fratello.

La lavorazione di Koda, fratello orso è durata oltre dieci anni e si tratta del terzo film realizzato dal Florida Animation Studio della Disney, già  responsabile della realizzazione dei successi di Mulan e Lilo & Stitch. Infatti Koda (in originale intitolato più semplicemente Brother Bear – Fratello Orso) è stato realizzato esattamente come i precedenti due film, ovvero con un miscuglio di animazione tradizionale con tecniche tridimensionali. Questo significa che alla classica animazione realizzata a mano, sono state aggiunte scene computerizzate. In passato esperimenti di questo tipo, ottimamente realizzati con un impatto alquanto suggestivo, si possono vedere in Mulan e soprattutto Il pianeta del tesoro, sempre della Disney. 
Il primo film a utilizzare questa tecnica fu proprio il disneyano Il re leone, dieci anni fa, nella scena del ballo nel salone. Alla lavorazione di quella  pellicola parteciparono, come collaboratori all’animazione, Aaron Blaise e Robert Walker, i registi che oggi debuttano con Koda, fratello orso.

Il protagonista della storia è quindi Kenai, il giovane umano che, all’epoca in cui i mammùt ancora popolavano indisturbati le grandi superfici incontaminate del nordovest americano, è stato trasformato in orso da uno spirito. Il tutto dopo aver vendicato la morte del fratello, ucciso proprio  da un orso. Il combattivo Kenai, però, inizia a vedere il mondo con occhi nuovi facendo la conoscenza del piccolo Koda, cucciolo d'orso alla ricerca della madre che vuole incontrare a Nord, al raduno del Salmone. Il loro viaggio aiuterà Kenai a capire meglio il mondo animale, ma nello stesso tempo è vittima dell’inseguimento di un altro fratello umano che, credendolo morto, è alla caccia dell’orso che non sa essere, in realtà, suo fratello. 
Nel loro viaggio/fuga i due orsi, Kenai e Koda, sono accompagnati da Rocco e Fiocco, due alci svitati che si cacciano sempre nei guai, doppiati, in italiano da Adolfo Margiotta e Massimo Olcese. Alla fine Kenai si renderà conto che la trasformazione fisica è un dato insignificante rispetto al profondo cambiamento che ha avuto luogo dentro di sè e quando il fratello maggiore lo raggiunge per affrontarlo, Kenai sarà protagonista di una drammatica e commovente svolta finale. «I miti sulla trasformazione hanno lo scopo di insegnare lezioni di vita ed è per questo che sono presenti in ogni cultura e sono stati tramandati nel corso dei secoli – spiega Blaise, uno dei due registi del film -. Sono strutturati in modo diverso dai racconti occidentali, ed è presente l’idea che si possa tranquillamente passare da una cultura all’altra e cioè dal mondo animale e quello umano. Comune a tutti è il concetto che gli animali altro non sono che persone con abiti diversi. Inoltre è molto importante la parte dei due alci: il loro ruolo si è evoluto in qualcosa di più che un semplice momento di evasione comica. Sono diventati parte centrale di una storia sulla fratellanza, il perdono e il cambiamento».

In tutta questa trama si inseriscono anche due particolari che rendono ancora più curioso il film. Il primo è la scelta stilistica degli autori di “allargare i confini dell’immagine” quando Kenai diventa orso. Infatti, dopo la trasformazione lo schermo diventa in Cinemascope, molto più largo rispetto a prima.  Il tutto per sottolineare la grandezza dei paesaggi, seppur animati e un'altra visione del mondo, decisamente più ampia. L’altra grande valenza del film sono le musiche composte da Phil Collins e il cui tema principale è cantato insieme a Tina Turner. «La canzone è molto bella e la musica è meravigliosa. Ha un bellissimo significato – racconta la cantante -. La prima volta che ho letto le parole, ho pensato: ‘Oh, è una preghiera!’ E più la ascoltavo, più capivo che mi sarebbe piaciuto cantarla. La sentivo. Ha un ritmo gospel di fondo. È molto spirituale, parla dell’amore, del prendersi cura dell’altro e dello stare insieme». In italiano la canzone “Spiriti degli antichi eroi” è però interpretata da Lalla Francia, mentre tutte le altre canzoni, anche in italiano, sono cantate sempre da Phil Collins.

Secondo il produttore David Stainton, presidente di Walt Disney Feature Animation, «è uno dei film animati più belli e toccanti che lo Studio abbia mai realizzato. È drammatico, divertente, emozionante e si presta alle cose che l’animazione riesce a fare meglio. Chuck, Aaron, Bob e l’intera squadra dello Studio Disney della Florida, hanno, ancora una volta, dato prova di essere dei filmmaker di prima classe, dotati di uno spiccato senso della storia e di impeccabili qualità artistiche. Siamo orgogliosi di questo film perché continua la tradizione dei migliori film animati Disney».

Manuel Sgarella
manuel.sgarella@varesenews.it

 

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