di Manuel Sgarella 


Marco Pozzi


Giacomo Campiotti

Cinema – Intervista al regista varesino Marco Pozzi, protagonista a Venezia con "Senza tregua"
La storia del comandante Pesce e di Nori: 
un messaggio di lotta e di speranza

Televisione - Incontro con l’autore varesino che ha diretto la co-produzione “Il dottor Zivago”, in onda su Canale 5
Campiotti «il mio Zivago è una fiction dalle ambizioni cinematografiche»

Cinema  -Intervista con il regista varesino sul suo ultimo film
Dopo l'Europa anche Varese applaude Campiotti  

Recensione de 
"Il tempo dell'amore" 

 

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Cinema - Finanziamento pubblico per Marco Pozzi e la sua opera seconda, Cacao. Riconosciuto di "interesse culturale nazionale" il prossimo film di Campiotti, Il sentiero dei guerrieri della luce 

Cresce il cinema "made in Varese"

(24 dicembre 2003) Due registi varesini doc hanno ottenuto il finanziamento pubblico per la realizzazione dei loro prossimi film. Si tratta del venegonese Marco Pozzi e del varesino Giacomo Campiotti, già affermati autori anche a livello internazionale. 
Ogni anno la commissione consultiva per il Cinema, presieduta da Gianni Profita, si riunisce per decidere i finanziamenti per promuovere i nuovi autori, ovvero quei registi che devono realizzare la loro opera prima o seconda. La decisione viene presa sulla
base delle sceneggiature pervenute alla commissione e che vengono ritenute di particolare interesse per il cinema nazionale. Lo scorso 16 dicembre, la Commissione ha deliberato il finanziamento a venti film, tra cui anche Cacao, l'opera seconda di Marco Pozzi.
Diverso discorso per Campiotti, già conosciuto regista cinematografico (Come due coccodrilli e Il tempo dell'amore) e televisivo (Il dottor Zivago). La stessa commissione, che decide anche quali pellicole di registi affermati meritino l'attenzione, anche economica, dello Stato, ha stabilito che il prossimo film del regista, Il sentiero dei guerrieri della luce, sia riconosciuto "di interesse culturale nazionale".

«Io e la mia squadra siamo pronti per iniziare le riprese. Le location le abbiamo già tutte e pensiamo di poter dare il primo ciack a maggio» commenta soddisfatto Pozzi. Il regista venegonese sta vivendo un periodo ricco di successi: il suo primo film, dal titolo Venti, mal distribuito nelle sale italiane, ha ottenuto diversi riconoscimenti a livello internazionale, partecipando e vincendo in numerosi festival cinematografici. Inoltre, lo scorso settembre, Pozzi ha presentato al Festival di Venezia il documentario Senza Tregua basato sulla storia del comandante Visone dei Gap di Milano, ovvero Giovanni Pesce, uno uno dei miti della guerra di Spagna e della guerra di liberazione italiana. L'opera è stata accolta molto favorevolmente da critica e pubblico e recentemente è stata proiettata anche al parlamento europeo a Bruxelles, al Festival di Torino e prossimamente a Roma in Campidoglio.
«A quel documentario sono particolarmente affezionato - spiega Pozzi - e, molto probabilmente, sarà il mio prossimo film dopo Cacao. Sto già scrivendo il trattamento e dovrei finirlo nelle prossime settimane. Non voglio rimanere troppo tempo fermo e quella del comandante Pesce è una storia che vale la pena di essere raccontata anche al cinema».

«Cacao, invece, è la storia, piuttosto complessa, di due trentenni - spiega il regista venegonese -. Uno apparentemente regolare che vive lavorando nel mondo della scrittura. L'altro, il suo miglior amico, che si arrabatta facendo diversi lavori. È una commedia surreale, totalmente nelle mie corde e nel mio stile». Purtroppo il primo film di Pozzi non è stato molto visto in Italia. «Venti è stato distribuito poco e male. Cacao è più un tentativo di far coincidere l'esigenze d'autore con quelle del grande pubblico. Infatti, molto probabilmente, avrà una grande distribuzione, con molte copie in giro per i cinema. Ma la cosa mi fa anche un po' paura: quando un film viene distribuito in questa maniera, se gli incassi dovessero andar male nel primo fine settimana di programmazione, le proiezioni vengono subito smantellate. Mentre, secondo me, una pellicola ha bisogno di crescere, anche con l'aiuto del passa parola tra il pubblico. Preferirei, quindi, che il film uscisse con un numero minore di copie e che si puntasse più su una certa promozione. Vedremo cosa riuscirò a ottenere».

Sul perchè intitolare il film Cacao, Pozzi non ha dubbi: «È la mia grande passione. Ed anche il protagonista del film è un grande divoratore di una certa qualità di cioccolato fondente. Una qualità la cui polvere vale come l'oro e che, per chi ha la possibilità di assaggiarla, non esiste più altro cioccolato. Il sogno del protagonista è quello di creare una propria piantagione». Ed anche il tuo? «No (ride, ndr), almeno non totalmente. Mi piacerebbe, ma non potrei vivere senza tuffarmi nel caos. Ho bisogno anche di questo. Ma quando cerco tranquillità per mettermi a scrivere, mi basta andare nella mia casetta a Venegono che non credo abbandonerò mai». 

Manuel Sgarella
manuel.sgarella@varesenews.it

 

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