a cura di Manuel Sgarella

Cresce il cinema "made in Varese"

Campiotti « il mio Zivago è una fiction dalle ambizioni cinematografiche»

Zivago, un kolossal per la televisione

Intervista a Campiotti all'anteprima de "Il tempo dell'amore"

Recensione de "Il tempo dell'amore" 

 

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Varese - L’autore è attualmente impegnato nella lavorazione del suo prossimo film e giudica più che positiva l’attività del Busto Arsizio Film Festival

Da New York un premio al regista varesino Giacomo Campiotti

(26 febbraio 2004) Il suo Dottor Zivago ha appena vinto un premio a New York realizzato per i film destinati al circuito televisivo. Inoltre, a dicembre, ha ottenuto il finanziamento pubblico per la produzione del suo prossimo film per il cinema. Si tratta di Giacomo Campiotti, regista tutto varesino che in passato ha diretto con successo Come due coccodrilli e la coproduzione europea Il tempo dell’amore.
Il Dottor Divago è stato trasmesso da Canale 5 in due serate la scorsa primavera. Il successo di pubblico non è stato entusiasmante, ma il film è stato venduto comunque in diversi paesi e sta circolando in molti festival. «Abbiamo appena vinto un premio a New York, tra i più ambiti del settore – spiega Campiotti –. Ora stiamo promuovendo la produzione in molti paesi europei».

Attualmente il regista è a Roma per completare la pre-produzione de Il sentiero dei guerrieri della luce. «Con questo nuovo film volevo esplorare il tema delicato del diventare grandi – spiega Giacomo -. È la storia di un gruppo di giovani che finiscono in una casa sperduta tra le montagne, dove nemmeno il telefono cellulare funziona. Una sorta di isola in cui si compie il percorso iniziatico di questi ragazzi. Inizia come una commedia, ma prosegue anche con punte drammatiche».
Le riprese dovrebbero iniziare a giugno e il regista varesino, che è anche coproduttore del film, sta scegliendo l’ambientazione, probabilmente nell’alta Lombardia, nelle valli del bergamasco.
Ma nessun apparente collegamento con altre pellicole: «Quando realizzo un film, dalla scrittura alla regia, cerco di non pormi dei modelli, ma di seguire me stesso. In questa maniera c’è più sincerità in quello che è il prodotto finale. A livello cinematografico, se dovessi dire di essermi ispirato a qualcuno per questa storia, potrei dire il Peter Weir de L’attimo fuggente. Ma naturalmente siamo su due piani diversi».

Il cinema a Varese pare stia vivendo un buon momento, oltre a Campiotti, anche il giovane regista Marco Pozzi ha ottenuto il finanziamento dallo Stato per il suo Cacao. Senza dimenticare che tra circa un mese vi sarà la seconda edizione del Busto Arsizio Film Festival. «Un’iniziativa più che positiva – spiega Campiotti riferendosi al Baff -, promuovere il cinema partendo dalla periferia è un’ottima idea. Anche il concorso per sceneggiatura è significativo per i giovani autori. Mi piacerebbe essere presente in quei giorni. Spero che questo festival abbia il successo che merita un'iniziativa di questo tipo».

Manuel Sgarella
manuel.sgarella@varesenews.it

 

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