Speciale "The Passion"

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Ho visto The Passion negli Usa e.... 
di
Tommaso Cherubino

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Cinema - Dove è possibile prenotare, già terminati i biglietti per l'ultimo film di Gibson. L'opinione di registi varesini e di un critico

Tutto esaurito per La passione di Cristo

Arriva anche nelle nostre sale il discusso film di Mel Gibson The Passion, in cui vengono messe in scena le ultime 12 ore della vita di Gesù. L'uscita infrasettimanale del film è piuttosto anomala, ma il lancio pubblicitario punta proprio alla settimana santa: molti cinema proietteranno la pellicola già a partire dal mercoledì santo (7 aprile). In totale La passione di Cristo esce in 600 copie in tutta Italia e anche la provincia di Varese non è da meno: da Cerro Maggiore a Besnate, da Tradate e Cassano Magnago, è possibile trovare il film quasi ovunque. Ma bisogna rassegnarsi a lunghe code, tanto che a Cerro Maggiore e Cinelandia, le due multisale della zona, le uniche dove è possibile effettuare prenotazione, c'è già il tutto esaurito per le proiezioni di mercoledì sera.

The Passion ha riempito le pagine dei giornali di tutto il mondo, accusato da più fronti di antisemitismo, mentre il regista è stato etichettato come fondamentalista cattolico. Ma anche L'ultima tentazione di Cristo di Martin Scorsese, uscito nell'89, scosse notevolmente l'opinione pubblica. I motivi furono però diversi: Scorsese rappresentò un Gesù molto umano con le sue debolezze. Gibson sembra puntare tutto sul dolore della carne. La rappresentazione è tanto cruda che il film è uscito in tutto il mondo con divieti di ingresso ai minori se non accompagnati, mentre in Italia non vi è stato alcun tipo di censura.
Altra differenza con i film su Gesù del passato sono gli incassi. Costato poco più di venti milioni di dollari (basso costo per il cinema americano), ne ha incassati più di trecento nei soli Stati Uniti ed è in cima alle classifiche in Francia e Gran Bretagna.

Girato a Matera, dove Pasolini realizzò Il vangelo secondo Matteo, La passione di Cristo desta molta curiosità anche in Italia, soprattutto per la presenza di numerosi attori nostrani: Sergio Rubini (un ladrone), Claudia Gerini (moglie di Pilato), Monica Bellucci (Maddalena), Rosalinda Celentano (il diavolo). Ma, come in tutto il resto del mondo, l'opinione degli addetti ai lavori non è unanime.
«Non ho visto il film e sono molto indeciso se andarlo a vedere o meno - spiega il regista varesino Giacomo Campiotti (Come due coccodrilli e Il dottor Zivago -. Quello che mi mette in dubbio è la rappresentazione della violenza. Non è detto che mostrare il dolore si debba vedere scorrere il sangue a fiumi. Mi viene da pensare a Pasolini, una violenza nascosta che fa riflettere. La violenza troppo esplicita rischia di colpire lo spettatore solo al momento e di non creare alcuna riflessione. Comunque non so ancora cosa fare, deciderò nei prossimi giorni».
«Sicuramente andrò a vederlo - commenta invece un altro regista varesino, Giorgio Ghisolfi, specializzato in animazione -. La curiosità è tanta e, oltre all'interesse nei confronti del tema affrontato, voglio capire come un regista americano profondamente cattolico veda il Vangelo. Ma non posso dare né un giudizio sul film, né sulla rappresentazione della violenza: devo prima vedere l'opera per giudicare e capire».
«Non l'ho visto - risponde Mauro Gervasini, critico cinematografico di Film Tv -, andrò a vederlo, preferirei non aspettarmi nulla per evitare pregiudizi ma dopo il gran parlare che se ne è fatto è praticamente impossibile. Sinceramente, temo molto Mel Gibson "autore": è un integralista che filtra la propria visione del mondo attraverso la catarsi del "martirio" (anche William Braveheart Wallace finiva praticamente crocefisso!). Non vorrei che il suo ricorso alla violenza come principale forma di comunicazione e "redenzione" avesse qualcosa di compiaciuto. O di patologico».

 

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