| Cinema
- Dove è possibile prenotare, già terminati i biglietti per l'ultimo
film di Gibson. L'opinione di registi varesini e di un critico Tutto
esaurito per La passione di Cristo
Arriva
anche nelle nostre sale il discusso film di Mel Gibson The Passion,
in cui vengono messe in scena le ultime 12 ore della vita di Gesù.
L'uscita infrasettimanale del film è piuttosto anomala, ma il lancio
pubblicitario punta proprio alla settimana santa: molti cinema
proietteranno la pellicola già a partire dal mercoledì santo (7
aprile). In totale La passione di Cristo esce in 600 copie in
tutta Italia e anche la provincia di Varese non è da meno: da Cerro
Maggiore a Besnate, da Tradate e Cassano Magnago, è possibile trovare
il film quasi ovunque. Ma bisogna rassegnarsi a lunghe code, tanto che
a Cerro Maggiore e Cinelandia, le due multisale della zona, le uniche
dove è possibile effettuare prenotazione, c'è già il tutto esaurito
per le proiezioni di mercoledì sera.
The
Passion ha riempito le pagine dei giornali di tutto il mondo,
accusato da più fronti di antisemitismo, mentre il regista è stato
etichettato come fondamentalista cattolico. Ma anche L'ultima
tentazione di Cristo di Martin
Scorsese, uscito nell'89, scosse notevolmente l'opinione pubblica. I
motivi furono però diversi: Scorsese rappresentò un Gesù molto
umano con le sue debolezze. Gibson sembra puntare tutto sul dolore
della carne. La rappresentazione è tanto cruda che il film è uscito
in tutto il mondo con divieti di ingresso ai minori se
non accompagnati, mentre in Italia non vi è stato alcun tipo di
censura.
Altra differenza con i film su Gesù del passato sono gli incassi.
Costato poco più di venti milioni di dollari (basso costo per il
cinema americano), ne ha incassati più di trecento nei soli Stati
Uniti ed è in cima alle classifiche in Francia e Gran Bretagna.
Girato
a Matera, dove Pasolini realizzò Il vangelo secondo Matteo, La
passione di Cristo desta molta curiosità anche in Italia,
soprattutto per la presenza di numerosi attori nostrani: Sergio Rubini
(un ladrone), Claudia Gerini (moglie di Pilato), Monica Bellucci
(Maddalena), Rosalinda Celentano (il diavolo). Ma, come in tutto il
resto del mondo, l'opinione degli addetti ai lavori non è unanime.
«Non ho visto il film e sono molto indeciso se andarlo a vedere o
meno - spiega il regista varesino Giacomo Campiotti (Come
due coccodrilli e Il dottor Zivago -. Quello che mi mette
in dubbio è la rappresentazione della violenza. Non è detto che
mostrare il dolore si debba vedere scorrere il sangue a fiumi. Mi
viene da pensare a Pasolini, una violenza nascosta che fa riflettere.
La violenza troppo esplicita rischia di colpire lo spettatore solo al
momento e di non creare alcuna riflessione. Comunque non so ancora
cosa fare, deciderò nei prossimi giorni».
«Sicuramente andrò a vederlo - commenta invece un altro regista
varesino, Giorgio Ghisolfi, specializzato in animazione -. La
curiosità è tanta e, oltre all'interesse nei confronti del tema
affrontato, voglio capire come un regista americano profondamente
cattolico veda il Vangelo. Ma non posso dare né un giudizio sul film,
né sulla rappresentazione della violenza: devo prima vedere l'opera
per giudicare e capire».
«Non l'ho visto - risponde Mauro Gervasini, critico cinematografico
di Film Tv -, andrò a vederlo, preferirei non aspettarmi nulla per
evitare pregiudizi ma dopo il gran parlare che se ne è fatto è
praticamente impossibile. Sinceramente, temo molto Mel Gibson
"autore": è un integralista che filtra la propria visione
del mondo attraverso la catarsi del "martirio" (anche
William Braveheart Wallace finiva praticamente crocefisso!). Non
vorrei che il suo ricorso alla violenza come principale forma di
comunicazione e "redenzione" avesse qualcosa di compiaciuto.
O di patologico».
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