Speciale
Koda, fratello orso
- Nel cinema, in letteratura e in pubblicità sono
parecchi gli orsi famosi. Ve ne facciamo una breve
carrellata
Anche tra
gli orsi ci sono i Vip
(10.05.2007
) Il mondo, specie quello dei cartoon, è pieno
di orsi famosi: da Baloo a Napo Orso capo, da Winnie the Pooh a Yoghi e
Bubu. Nell'immaginario delle favole l'orso è infatti animale pacioccone e
simpatico, grande ma protettivo.
Principale simbolo di questi orsi grandi e grossi ma
coccoloni e grandi amici è sicuramente Baloo, il
giocherellone e inaffidabile - ma mica poi tanto... - compagno di
Bagheera e tutore di Mowgli ne "Il libro
della Giungla". Baloo è diventato famosissimo con la versione Disney
del libro di Ruyard Kipling, e con la canzone "Ti
bastan...", che insegna ad apprezzare
ciò che si ha e che per questo è stata adottata anche nei
canzonieri scout destinati ai "lupetti".
Da segnalare, tra gli orsi
dei film di Disney, anche il Little
John della versione in cartoni animati della
storia di Robin Hood: un modo efficace per rendere la
paciosità del compagno dell'eroe inglese che rubava ai
ricchi per dare ai poveri.
Tra
i più famosi orsi dei cartoni vanno annoverati sicuramente
anche Yogi e Bubu, i due personaggi di Hanna e Barbera nati
nell'ormai lontano 1958, che hanno "residenza" nel
parco di Yellowstone. Golosi di cestini da picnic Yogi e
Bubu sono destinati a fare impazzire i Rangers, i guardiani
del parco
statunitense diventato famoso anche in Italia
proprio grazie a questo cartone animato. Nel 1997, dopo aver
conquistato il mondo, Yogi è persino arrivato su Marte
dove, come già era accaduto ad altri protagonisti del mondo
animato, gli è stato intitolato un monte.
Più
adatto ad un pubblico di più piccoli è Winnie the Pooh, un
personaggio realmente esistito: si tratta infatti di un
cucciolo d'orso rimasto orfano e donato allo zoo di Londra
tra le due guerre. Il suo nome è un diminutivo di Winnipeg,
dal nome della città natale dell'ufficiale veterinario
Colebourn che lo acquistò e poi donò allo zoo. Winnie si
trasformò ben presto nel protagonista di fiabe realizzate
dallo scrittore Alan Alexander Milne: a farglielo conoscere
fu suo figlio Christopher, che si era affezionato
all'animale. La sua storia a cartoni comincia nel 1961,
quando la Disney acquista i diritti sulle fiabe dell'orsetto
e poco dopo ne comincia a produrre i cortometraggi. Il primo
lungometraggio su Winnie però vedrà la luce solo nel 1977.
Winnie the Pooh ha anche l'onore di un sito speciale in
italiano su di lui, all'indirizzo www.disney.it/WinnieThePooh/.
Ai
ragazzi degli anni ottanta farà piacere invece la
segnalazione di Napo Orso Capo, che in Italia conosciamo
come un orso capellone dall'accento napolitano.
Meno noto però è che "Napo Orso Capo" è
l'ennesima creazione di Hanna e Barbera, pensata e prodotta
agli inizi degli anni '70: il loro nome originale è "Hair
bear bunch".
Agli esilaranti "Hair bear bunch", famosi anche
per la loro moto trasparente, un sito dedica pure un gioco
on line:
per divertirsi con gli squinternati plantigradi hippy è
necessario però avere installato shockwave sul proprio
computer.
Tra
gli orsi nei libri va inoltre segnalato Paddington,
il buffo orsetto in cappello e montgomery caro alla
tradizione anglosassone. Mentre
una menzione d'onore va concessa infine a un orsetto
famosissimo, benchè non appartenente nè al cinema nè alla
letteratura: si tratta dal famosissimo Coccolino, il primo
orso di peluche destinato alla pubblicità, un simbolo
pubblicitario che ci accompagna da almeno vent'anni.
Coccolino, che nei paesi anglosassoni si chiama Snoogle e
vanta un vero e proprio catalogo di modelli
in peluche "veri",
reclamizza un noto ammorbidente, e tra le sue ultime
"avventure" annovera anche il salvataggio dei ghiacciai,
con una campagna organizzata dalla multinazionale che lo
produce.
Coccolino però non è il solo orsetto pubblicitario della
storia: tant'è che un sito
in inglese
si è preoccupato di catalogarli. Tra i più famosi anche da
noi vanno segnalati gli orsi polari della Coca Cola e
l'orsetto dei pannolini Pampers.
torna
allo speciale Koda
|