Cadrezzate
- Festa di fine
anno all'insegna della cultura marocchina con una tenda che
ospita il risultato del progetto di intercultura promosso
dall'Anolf nelle scuole
Scuola
senza barriere, in mostra i lavori dei bambini
(10.05.2007
) Una tenda marocchina allestita i riva lago a
Cadrezzate diventa museo all'aperto e ospita il lavoro
finale del progetto sull'intercultura realizzato nelle
scuole del circolo di Angera.
Una giornata conclusiva che coincide anche con la festa di
fine anno scolastico della scuola elementare di
Cadrezzate.
La mostra rappresenta dunque l'atto finale di una serie di
incontri, svolti in classe in tutti i plessi del circolo dai
volontari dell'Anolf locale, Associazione Nazionale oltre le
Frontiere, che si sono concretizzati con dei lavoretti sul
tema della cultura marocchina, che si diversificano in base
al grado d'istruzione, dalle materne alle medie. «La mostra
e i lavori sono stati mirati al tema del Marocco - ci spiega
l'antropologa Karina Gasco dell'Anolf - poiché solo nella
scuola di Cadrezzate, che ha cinque classi, ci sono almeno
cinque bambini marocchini o di origine marocchina, e ci
sembrava interessante trattare per ora questo tema e
avvicinare i bambini italiani alla cultura dei loro
compagni.
Nello specifico il lavoro dei volontari si è svolto
attraverso la lettura di fiabe e giochi di cui è stata
presentata la variante sia italiana sia marocchina più
simile, per far capire proprio attraverso questi due
elementi vicini ai bambini, le similitudini di due culture,
anziché le diversità».
Il
progetto di intercultura, però, finanziato dalla regione
Lombardia, è più ampio e si estende a tutto il nodo
territoriale di Gavirate, con il coinvolgimento di quattro
direzioni scolastiche per un totale di 16 scuole dalle
primarie alle superiori.
L'intervento si articola su
tre fronti: l'emergenza,
con la fase dell'accoglimento, l'approfondimento, per figli
di immigrati nati in Italia che parlando in casa la lingua
dei genitori e che devono migliorare la padronanza
dell'italiano, e l'intercultura, che coinvolge tutti gli
studenti in un confronto tra i differenti stili di vita e
tradizioni per capire i punti di contatto e l'origine delle
tradizioni. Non va tralasciato il coinvolgimento delle famiglie straniere, dando loro
l'opportunità di superare le barriere grazie al mondo della
scuola.
Differenti gli approcci a seconda del grado di
insegnamento: «Alle primarie si punta sulle fiabe e sui
giochi, come ho detto - afferma Karina Gasco - si
fanno raffronti e si scoprono anche passatempi italiani
ormai dimenticati. Alle medie inferiori puntiamo sulle
testimonianze dirette di chi è emigrato. Alle superiori,
infine, si mettono a confronto usi e costumi tradizionali
come il piercing o i tatuaggi che in Italia sono una moda,
ma in altre culture hanno significati ben precisi».
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