Nettizia/bambini
- L'idea di un
ragazzino americano realizzata da un famoso produttore di
giochi. I piccoli pazienti imparano come agiscono i farmaci
e a non perdersi d'animo
A 9 anni
crea un videogioco contro la leucemia
(29
giugno 2004) Un
ragazzino su uno skateboard che sconfigge una serie di
mostri usando alcune armi segrete. Potrebbe sembrare un
videogame come tanti altri, se non fosse che l'obiettivo
finale del gioco è distruggere il maggior numero di cellule
tumorali e i mostri da abbattere sono gli effetti
collaterali della chemioterapia, attenuati dagli scudi
farmacologici.
Il videogioco, liberamente scaricabile da Internet, è stato
creato da un ragazzino di 9 anni in collaborazione con una
delle più grandi software house mondiali.
Ben Duskin (nella
foto) aveva solo 5
anni quando gli venne diagnosticata la leucemia. Per rendere
meno dolorosi i trattamenti, sua madre gli raccontava che le
medicine erano come i personaggi del videogioco Pac Man,
impegnati a divorare le cellule tumorali.
Oggi Ben ha 9 anni. Non presenta più i sintomi della
malattia e ha deciso che anche gli altri bambini colpiti
dalla leucemia devono avere la possibilità di combattere il
cancro visualizzandolo.
Il desiderio di Ben è stato fatto proprio dalla fondazione
Make-A-Wish di San Francisco, che si è messa alla ricerca
di qualcuno disposto a produrre il gioco.
«La risposta iniziale è stata assolutamente pessimistica,
spiega Patricia Wilson, direttore generale
dell'organizzazione - Ci dicevano che l'impresa era
impossibile, a meno di non voler spendere parecchi anni e
qualche milione di dollari».
Finché non si è fatto avanti Eric Johnston, creatore di
videogame fin dal 1989 per LucasArts, la casa produttrice di
giochi leggendari come Monkey Island e Indiana Jones.
Eric e Ben hanno lavorato fianco a fianco per mesi, in modo
che il videogame risultasse proprio come l'aveva immaginato
il ragazzo.
Il dottor Seymour Zoger, dell'ospedale pediatrico
dell'Università di San Francisco, ha fornito la consulenza
scientifica: «Ma la maggior parte del lavoro l'ha fatta Ben
- dichiara - mettendo nel gioco quello che lui stesso aveva
imparato durante la terapia».
Il risultato è gradevole e professionale e viene apprezzato
anche da chi ha la fortuna di poter giocare per puro
divertimento. Da maggio è stato scaricato più di 35 mila
volte.
Il meccanismo del videogame è volutamente semplice, perché
si rivolge anche a giocatori piccolissimi.
E' uno dei desideri di Ben, che ha voluto anche che il
protagonista del gioco, per quanto malridotto, non muoia
mai: «Spero che così i bambini leucemici capiscano quello
che le medicine fanno al loro corpo, e come li aiutano - ha
spiegato Ben alla Bbc - Devono sapere che, se vogliono fare
progressi, non devono arrendersi mai».
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