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Varese - Assemblee sindacali in tutte le scuole della provincia, per affrontare i problemi e i disagi del decreto e preparare iniziative di lotta
Riforma Moratti: docenti sul piede di guerra

(3 febbraio 2003) La riforma Moratti non smette di preoccupare e sollevare polemiche. Questa volta sono i docenti e il personale Ata a fare sentire la loro voce in merito, e proprio in questi giorni si susseguono negli istituti scolastici di tutta la provincia le assemblee sindacali convocate dalle Rsu, che stanno creando non pochi disagi ad alunni e famiglie.

Nonostante l’approvazione del decreto attuativo, avvenuta qualche giorno fa, restano ancora molti i dubbi e le perplessità. Numerosissimi e al di sopra delle aspettative sono stati i docenti che hanno partecipato all’assemblea aperta organizzata da Cgil e Cisl a Varese, incontro che avrebbe dovuto fare un po’ di chiarezza in merito, ma dal quale sono emerse invece molte richieste e soprattutto una gran voglia di iniziative concrete di protesta. 
«Il clima che si respira nelle scuole è pesantissimo, i docenti sono spaesati, si chiedono come andrà a finire, – ci spiega Marinella Magnoni, responsabile provinciale della Cgil scuola – Le principali preoccupazioni che sono emerse dall’assemblea sono soprattutto per la riduzione del monte ore, gli eventuali tagli agli organici, ne sono previsti circa 12mila, la figura del tutor, che di fatto porterà a una perdita di docenti e alla non parità tra insegnanti dello stesso istituto. Purtroppo il decreto non spiega nello specifico ancora alcuni punti: per esempio per gli organici, che per quest’anno probabilmente non verranno toccati, ma dal prossimo non si sa. C’è una totale sensazione di precarietà. Stessa cosa sull’insegnamento: se si riduce il tempo scuola, ma si aggiungono nuove materie, di fatto ci sarà meno tempo da dedicare alle materie principali e come verranno distribuite le ore per non penalizzare gli alunni? Stessi dubbi per la ridistribuzione del tempo facoltativo». 

Queste ed altre le richieste e i dubbi che affliggono i docenti delle scuole varesine e non solo. Ma insieme alle perplessità anche molta rabbia emerge dalle parole degli insegnanti, che, pur chiedendo da tempo, per voce dei sindacati, un tavolo di confronto con il Ministro Moratti, sono invece stati completamente ignorati. 
Ecco che allora, oltre a una maggiore informazione, i docenti chiedono iniziative di lotta, che partiranno ben presto in tutta Italia. 
E' prevista, infatti, per il prossimo 13 febbraio, una mobilitazione a livello nazionale, i cui termini sono ancora da definire. E nel frattempo le assemblee sindacali si svolgono un po' dovunque.
«Le iniziative che metteremo in campo non si limiteranno allo sciopero – dice la Magnoni – ma coinvolgeranno altri ambiti di azione, che presto decideremo a livello nazionale. 
L’idea è acquistare visibilità, farsi sentire nei confronti del Ministero, sperando in un qualche ripensamento e coinvolgere in questo il maggior numero di persone possibile». 

Dello stesso parere è anche la Cisl di Varese, promotrice insieme alla Cgil dell’assemblea: «La confusione che si percepisce è forte – afferma Sabino Famiglietti della divisione scuola Cisl Varese - Gli insegnanti sono più che mai decisi a farsi sentire e vogliono estendere questa loro preoccupazione anche ai genitori, per lottare insieme. 
Che la scuola abbia bisogno di riforme, siamo tutti d’accordo, ma non con questi tempi, troppo affrettati, così si rischia che la riforma diventi un fai da te disordinato in mano a ogni istituto».

 

L.S.
bambini@varesenews.it


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