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Scuola - Il tagli al comparto scuola colpiscono soprattutto l'organico di sostegno. Aumentano le difficoltà di inserimento dei bambini portatori di handiap
Disabili, una conquista il diritto allo studio

(25 settembre 2003) L'anno scolastico è cominciato sotto il segno dei cambiamenti, ma anche dei tagli al comparto scuola. Da un lato la riforma Moratti, che coinvolge soprattutto le scuole dell'obbligo e dall'altro i tagli sull'organico che colpiscono in particolare il sostegno. A rimetterci sono le categorie più deboli, come i bambini disabili, che ogni anno trovano difficoltà e ostacoli al normale inserimento in classe. 
Solo nella nostra provincia sono 20 i posti tagliati dall'organico di sostegno per quest'anno, un numero certo non altissimo, ma che si ripercuote soprattutto nei piccoli centri con minori risorse. 
Per di più alcuni bambini portatori di handicap non hanno ancora cominciato la scuola, per la mancanza delle nomine degli insegnanti. 
Qualche dato: sono 1639 gli alunni disabili iscritti quest'anno alle scuole dell'obbligo della provincia di Varese, dalle materne alle elementari fino alle medie inferiori, alle quali si aggiungono in percentuale ridotta i ragazzi che frequentano le superiori. 
Un numero che per la Lombardia (19.174 alunni disabili iscritti) pone il Varesotto al terzo posto dopo Podi e Pavia. Su 358 docenti che sarebbero necessari per le scuole elementari, finora ne sono stati nominati 167, mentre ancora 191 sono da nominare da parte dei dirigenti scolastici; situazione simile sul fronte delle medie di primo grado con 165 docenti nominati su un totale di 305 necessari.

Alla diminuzione degli organici di sostegno, purtroppo corrisponde un aumento progressivo dei bambini portatori di handicap che frequentano le scuole, situazione che non può che penalizzare la qualità del servizio per gli alunni bisognosi. 
L’Italia è tra i pochi paesi che per gli alunni disabili ha scelto l’inserimento in classi di normodotati, ma non tutto funziona al meglio. I cosiddetti gruppi H, previsti in ogni scuola dalla legge 104/92, in molti casi non sono ancora a regime o sono inadeguati, mentre in altri sono stati introdotti con successo. 
E' anche  vero che con la nuova scuola dell'autonomia, molto dipende dalla scelta e dal criterio di valutazione dei singoli istituti.
Ma allora è solo questione di "fortuna" capitare in una scuola più attenta o meno al problema del disabile?
Abbiamo raccolto la denuncia di un genitore che ha dovuto lottare per vedere riconosciuto il diritto allo studio del proprio figlio disabile. Una vicenda di sacrifici, ma anche di indifferenza, che ha lasciato all'interno della famiglia un grosso senso di abbandono e tanta amarezza.

Un caso isolato? Segnalateci storie simili, le difficoltà a far decollare appieno il diritto allo studio per i bambini disabili.

La lettera di un padre

Loredana Sbrana
bambini@varesenews.it


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