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Attualità - Il 56 per cento dei bambini tra i nove e dieci anni possiede un cellulare e la maggior parte non lo spegne neppure quando va a dormire. Abusato anche a scuola
Bambini e telefonini: è già allarme

Il 56 per cento dei bambini di quarta e quinta elementare possiede un telefonino. 
Il 68 per cento non lo spegne neppure quando va a dormire. 
Solo il 14 per cento ne fa a meno a scuola.
Il fenomeno del telefono cellulare dilaga. Anche tra i bambini. 
Più della metà dei bambini tra i nove e i dieci anni possiede un telefono cellulare. 
La maggior parte (il 37 per cento) lo ha avuto in regalo dai genitori.

I dati sono il risultato di una ricerca di un professore universitario, Francesco Pira, docente di Teoria e tecniche delle comunicazioni di massa all' Università di Trieste
Dati allarmanti: la mania del cellulare non colpisce solo adulti e ragazzi, ma anche i bambini.
Il professore lancia l'allarme. "Dalla ricerca - dice - si evince che del telefonino si fa uso presto, troppo e male, anche in confronto con gli altri Paesi europei, dove l' uso del mezzo appare più selettivo".

Il 30 per cento dei bimbi intervistati fa più di tre telefonate al giorno, il 10,85 per cento le fa sia di giorno che di notte, solo il 20 per cento lo spegne in un luogo di culto e solo il 14 per cento ne fa a meno a scuola. Il 30 per cento definisce l'oggetto "indispensabile". 
Chi non l' ha vorrebbe averlo. Il 42 per cento delle ricariche le pagano mamma e papà, il cinque per cento i nonni, mentre un 19% sostiene di pagarselo da sé, ovviamente con la paghetta settimanale. 
I maggiori destinatari delle chiamate (il 44,18%) sono i genitori. 
Il 38,75 per cento ammette però di abusare degli sms tra amici e tra le funzioni più utilizzate figurano i giochi (40,31%) e le impostazioni, soprattutto sveglia e suoneria (33,33%). 

"Comportamenti questi che, specialmente sviluppati in un'età così precoce - ha osservato Pira - rischiano di avere non pochi effetti negativi, dalla perdita di concentrazione al contatto diretto con i coetanei, dalle radiazioni nocive all'organismo, specie per chi ha l'abitudine di tenerlo acceso tutta la notte sul comodino accanto al letto, all'impoverimento del linguaggio indotto dal lessico essenziale degli Sms"


Tra l'altro, da uno studio dell’Università britannica di Warwick, commissionato dal parlamento Europeo, risulta che le radiazioni emesse dal telefonino possono danneggiare lo sviluppo neurologico di tutti gli esseri umani e in particolare dei bambini e dei ragazzi.
Secondo gli scienziati "un'ampia serie di studi ha provato che le radiazioni dei Gsm hanno effetti negativi sugli animali" e, pur cedendo qualcosa sul piano della cautela (alcuni studi infatti non vedono nesso tra radiazioni dei telefonini e malattie) lo studio sottolinea che sul cervello umano tali radiazioni hanno effetti negativi. Si va dalla riduzione del sonno alla diminuzione di funzioni chimiche di alcune aree del cervello e si arriva alla riduzione dei compiti di memoria.
Se questi sono i danni è ovvio che i bambini, che hanno una conformazione fisica che li rende maggiormente sensibili alle radiazioni, rischiano di più. Lo studio chiede dunque di scoraggiare l'uso dei telefonini, invitando l'Ue ad impedire la fabbricazione di quelli "che possono suscitare l'interesse dei più piccoli con figure o cartoni animati, o facendo leva sull'immaginario dei ragazzi.
"Bisogna smetterla - sostiene lo scienziato Gerard Hyland - di considerare irrilevante, perché non scientificamente provato, il nesso tra radiazioni di Gsm e problemi di salute quali mal di testa, turbe del sonno, riduzione della memoria, emorraggie nasali, e aumento del numero degli attacchi di epilessia nei bambini".

In aggiunta a tutto ciò, nel rapporto presentato al Parlamento Europeo, emerge anche un documento del 1976 in cui la DIA (Defense Intelligence Agency americana) indicava la possibilità di utilizzare le radiazioni emesse dal cellulare come vere e proprie armi a distanza.
Nel rapporto si invitano le istituzioni a scoraggiare l’uso dei telefonini da parte dei ragazzi e soprattutto dei bambini.

L.S.
bambini@varesenews.itl


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