Gallarate
- Le scuole del
Terzo Circolo hanno realizzato per prime il progetto del Centro
Gulliver "All'ascolto di Giuliano".
Le testimonianze di insegnanti e genitori entusiastiPrevenire
il maltrattamento infantile "ascoltando" i bambini
Contro il maltrattamento e l'abuso
infantile si pone in prima linea il Centro Gulliver di Varese, che sta
promuovendo tra le scuole della provincia di Varese un progetto mirato
alla prevenzione dal titolo "All'ascolto
di Giuliano". Quest'anno il progetto è stato sperimentato
per la prima volta nelle scuole del Terzo Circolo di Gallarate, una
sorta di progetto-pilota, che tra l'altro ha riscontrato un notevole
successo tra le persone coinvolte, rivelandosi come un percorso di
crescita per genitori, insegnanti e bambini.
E' stato applicato nelle classi dell'ultimo anno della scuola materna
e del primo anno delle elementari, per i bambini di 4, 5 e 6 anni.
Abbiamo voluto raccogliere la testimonianza di chi ha tratto un
insegnamento positivo quanto educativo da un problema che era sì
latente, ma non ancora così esplicitato.
"Quando ci è stato proposto dal Centro Gulliver il progetto -
spiega Giuseppe Giarratana, dirigente scolastico del Terzo Circolo di
Gallarate - in un primo momento ha lasciato tutti un po' perplessi, in
quanto non esisteva ancora una reale consapevolezza del problema della
violenza sui minori, sia da parte di estranei che da parte dei
genitori. Il progetto, infatti, coinvolge tutti, genitori, insegnanti
e naturalmente i bambini, per questo lo abbiamo presentato prima agli
operatori delle scuole e ai rappresentanti dei genitori, dei quali era
necessaria la massima collaborazione per la buona riuscita
dell'iniziativa. La definizione degli incontri, inoltre, è stata
abbastanza lunga, poiché dato il tema delicato, era necessario
spiegare e precisare nei particolari il progetto. Naturalmente i
genitori sono stati tenuti al corrente di volta in volta di tutti i
passaggi. Devo dire, con soddisfazione, che i genitori hanno capito
molto bene la finalità di questo progetto e a volte hanno anche
superato il problema, sono andati oltre il puro fatto di prevenzione,
mostrando una crescita dal punto di vista relazionale: il genitore ha
trovato una nuova possibilità di aiuto nella scuola e nelle
insegnanti, ha ritrovato un confronto positivo".
L’intervento vero e proprio, all’interno delle scuole, è
caratterizzato da uno spettacolo teatrale, recitato da attori
professionisti insieme a un pupazzo, Giuliano appunto: si tratta di
quattro scenette che riguardano il maltrattamento fisico, l'abuso
sessuale, l'incesto, il maltrattamento psicologico, e che vengono presentate sia ai bambini che ai genitori, in due percorsi separati,
che diventano stimolo di un dibattito, naturalmente alla presenza e
con il supporto di psicologi e pedagogisti, oltre che
degli insegnanti.
Gli obiettivi del progetto mirano a fornire al
bambino gli strumenti per proteggersi, fargli conoscere i suoi diritti
e metterlo in grado di riconoscere situazioni a rischio, e ai genitori
ad imparare ad ascoltare i propri figli.
La
preparazione degli incontri al Terzo Circolo di Gallarate (http://digilander.iol.it/dirdid3/
frprinci.htm) ha richiesto
quasi un anno di lavoro, dall'aprile 2000 a febbraio 2001, ma secondo
gli operatori è stato necessario, anche per adattare le linee base
del progetto proposto dal Gulliver alle esigenze delle singole scuole
e soprattutto dei singoli bambini.
"I bambini hanno assistito a tutte le scenette con naturalezza e
serenità, senza traumi di alcun genere - afferma Rosella Moro,
insegnante responsabile del progetto - Devo dire che si è trattato di
uno strumento educativo valido, soprattutto perché a noi insegnanti
ha dato la possibilità di lavorare sui sentimenti, facendo capire al
bambino, che bisogna parlare di qualsiasi problema con una persona di
fiducia, e a noi che è necessario essere aperti all'ascolto, per dare
la possibilità al bambino di confrontarsi. Io, personalmente, ho
capito quanto sia importante essere disponibili ad ascoltare i
bambini, non solo con le orecchie, ma anche con il comportamento.
Importanti tra l'altro sono stati i momenti di verifica sulle reazioni
dei bambini e degli adulti e il confronto con i consulenti. Mi fa
piacere che abbiamo ricevuto tante lettere da parte di genitori che
esprimevano la loro stima per il lavoro svolto e che si augurano possa
continuare anche negli anni futuri."
Dalla parte dei bambini, poi, il
progetto è stato utile, secondo i responsabili, per informarli su
quali sono i pericoli della vita a cui possono andare incontro e come
possono proteggersi da essi, naturalmente con le modalità più adatte
al loro livello di comprensione. Le scenette hanno voluto fare
emergere, per esempio, che cosa "dà fastidio", sia dal
punto di vista fisico che psicologico, trasmettere il concetto che ci
possono essere delle persone malate, che fanno cose che non dovrebbero
fare o che fanno paura o che danno fastidio, infine fare capire che
certe volte gli adulti dicono cose che non pensano veramente, solo
perché in certi momenti sono nervosi.
"Il discorso fondamentale da segnalare, è che, per la prima
volta, ognuno ha provato a mettersi dal punto di vista dell'altro, il
genitore da quello del bambino o dell'insegnante e il bambino da
quello del genitore, da questa empatia scaturisce una rinnovata
fiducia tra gli individui".
In tutto questo, naturalmente, è stata molto importante la figura del
pupazzo Giuliano, nel quale i bambini si sono identificati e nel quale
hanno trovato un amico. Tuttora all'interno della scuola rimane la
"posta di Giuliano", un punto di riferimento per i bambini,
che continuamente inviano letterine con impressioni positive, ma anche
negative, proprio come ad un amico di cui ci si può fidare.
Loredana Sbrana
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