LE MOSTRE A VARESE
E PROVINCIA

 

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EMILIO MAGISTRETTI, UN PITTORE LOMBARDO TRA L’ACCADEMIA E IL VERO

Lo scenario suggestivo di Palazzo Cicogna di Busto Arsizio accoglie, fino al 28 maggio, l’esposizione delle opere di Emilio Magistretti, pittore della Scuola di Francesco Hayez che, nella Milano divisionista e scapigliata del secondo Ottocento, seppe distinguersi per la peculiarità dello stile. Intento della mostra è quello di ripercorrere l’itinerario artistico del pittore attraverso le diverse forme in cui si espresse: la ritrattistica ufficiale, i temi religiosi, le scene di genere e il paesaggio.

L’immagine che apre questa "monografia" è il ritratto della "Signora in Bianco", che domina maestoso nella prima sala espositiva, lei imperiosa nel suo algido fulgore e al contempo foriera di calde ed avvolgenti emozioni. Notevoli i volti ritratti nei quadri che la circondano, perchè mutano per adattarsi alla personalità dei soggetti ( dote rara nei pittori di maniera, che spesso tendono a stereotipare il tratto grafico).

La seconda sala accoglie le emozioni paesaggistiche che si impressero nell’artista durante il suo soggiorno in Vallassina, scene naturalistiche intinte in un’umanità che va ben oltre la pura descrizione.

Tema della terza sala potrebbe essere "Il Sacro e il Profano". Accanto a studi su ambientazioni religiose e apocalittiche, quasi michelangiolesche, come il "Diluvio universale", si stagliano biancheggianti nudi femminili attorniati da scene cortigiane in bianco e nero. Ad essi fanno da contrappunto i ritratti di Andrea Mantegna ( col piglio censore) e di Michelangelo ( pensoso nel travaglio creativo).

"Il sogno di una madre" è quanto di più luminoso si possa auspicare nell’immaginario femminile: una madre sorridente che mostra il suo neonato, e le colombe intorno che amoreggiano in un inno alla vita.

La mostra si chiude con una sala dedicata principalmente ai ritratti di uomini di chiesa, ritratti su commissione, dove dominano i chiaroscuri, eco dello stile fiammingo del 1600. L’opera che più risalta però è il piccolo ritratto del professor Mamone che, come spiega la signora Cerasani ( sollecita commentatrice dell’esposizione), fu fatto estemporaneamente da Magistretti, allinsaputa del professore, a cui poi lo donò. Il tratto grafico è così preciso che sembra quasi una fotografia.

Gli appassionati che visiteranno la mostra non potranno non esserne entusiasti, perchè avranno la possibilità di conoscere un artista che non è bieco riproduttore di una maniera, ma canta l’originalità del suo stile senza essere necessariamente eversivo o radicale sperimentalista.

BIOGRAFIA

Emilio Magistretti nasce a Milano nel 1851, sotto il segno del Cancro, da una famiglia borghese. Avviato agli studi umanistici, si iscrive poi all’ Accademia di Brera. L’incontro che darà una svolta alla sua vita sarà quello con Francesco Hayez, che lo scelse come suo accompagnatore durante il viaggio in Italia che effettuò nel 1879. Nel 1880 Magistretti vinse un premio dal ministero di pubblica istruzione, e da quel momento cominciò la notorietà. Fu chiamato per affrescare chiese e per ritrarre personaggi importanti, tra i quali spiccano Vittorio Emanuele III ed Elena di Savoia. Nel 1926 scrisse e pubblicò la sua autobiografia, commentata da un ricco repertorio di immagini in bianco e nero e di tricromie. Muore a Milano nel 1936, a seguito di una lunga malattia.

Valentina Campiglio

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