Valorizzare
Cantù come un importante centro di arte applicata.
Nella città, che per tradizione è legata alla realizzazione di
mobili d'arredo, un'importante rassegna di eventi trasforma strade
e piazze in un grande museo all'aperto. Dopo Bruno Munari e Luigi Veronesi, è stato invitato ad esporre in città Arnaldo
Pomodoro.
La mostra presenta il
lavoro dall'artista nell’arco di trent’anni per trenta
spettacoli: dalla tragedia greca al melodramma, dal teatro
contemporaneo alla musica. Nella mostra sono presentati modellini,
bozzetti e disegni, ma anche costumi e oggetti di scena -oltre ad
elementi di grande dimensione- utilizzati nelle diverse messe in
scena.
Da venerdì 21 marzo
fino al 2 giugno sono esposte in Largo XX Settembre tre sculture
in bronzo dell'artista romagnolo: Rotante massimo IV, La Colonna
del viaggiatore, Doppia porta.
Realizzato tra il 1969 e il 1970, il Rotante massimo IV ha un
diametro di 160 cm. Appartiene alla serie di globi di bronzo, o
“sfere rotanti”, che rappresentano senza dubbio la più
conosciuta delle espressioni metaforiche dello scultore. Spiega lo
stesso Pomodoro: “Le sfere sono prima di tutto forme perfette e
magiche, che io spacco allo scopo di rintracciare e infine di
scoprire i fermenti interni che contengono, misteriosi e vivi,
mostruosi e puri”. Nel Rotante massimo IV, “le mie corrosioni
o smangiature, che volevano creare una 'zona di vuoto', sono
divenute qui spaccature violente, perforazioni centrali. Ho inteso
compiere con ciò una operazione mentale progressiva, una specie
di 'critica dei valori'”.
Risale
agli anni 1965-66, invece, La
Colonna
del viaggiatore, alta più di tre metri e mezzo, con un
diametro di cinquanta centimetri. Le colonne sono un’altra
costante nell’arte di Pomodoro: la meditazione sulle forme
geometriche, come un richiamo ai modelli imprescindibili dei
codici della scultura. La colonna è l’elemento portante della
classicità, nel suo significato architettonico quanto
nell’essere luogo dove si svolgono storie, come testimoniano gli
obelischi egizi e le colonne romane. "La
'colonna’ – spiega Pomodoro - non corrisponde unicamente a una forma geometrica elementare,
il cilindro, ma al contrario costituisce un motivo ricco di
memorie. Si stabilisce un rapporto tra la superficie e i suoi
segni, cioè gli interventi di scrittura che vengono a
ricoprirla".
La
terza opera esposta in Largo XX Settembre è la Doppia porta del 1979, una scultura in bronzo (230x185x60 cm) a
forma di parallelepipedo. L’opera sviluppa il tema del cubo e in
particolare del parallelepipedo, insidiato dal continuo
frazionamento imposto dai segni e utilizzato come pretesto per
esplorare lo spazio esterno. Ciò avviene con una pulsazione
organica, senza regole e principi fissi nemmeno affidandosi alla
dislocazione automatica dei segni.
"La
geometria netta ed essenziale della forma – spiega l’artista -
è animata da una scrittura segnica a bassorilievi di ritmi
modulari e i segni intervengono a darle dimensioni e direzioni
logiche".
I
prossimi appuntamenti dell'autunno prevedono due esposizioni
dedicate a Lucio Fontana e Norberto Marchi.
LA
MOSTRA
I PROGETTI SCENICI DI ARNALDO POMODORO, 1972-2002
Riva R1920 Centre, in via Borgognone 12
A cura di Aldo Colonetti, Dialmo Ferrari, Franco Origoni e Anna
Steiner
Fino al 6 luglio
Orari di visita: Dal Lunedì al Sabato dalle 09.00 alle 12.00
- dalle 15.00 alle 19.00, Domenica dalle 15.00 alle 19.00
Ingresso libero
Info: 031 70 73 353
E.L.R.
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