LE MOSTRE A VARESE
E PROVINCIA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Museo Pogliaghi: un milione e mezzo di Euro e tre anni di restauro

Serviranno almeno tre anni e 1milione e mezzo di Euro per riportare al suo antico splendore il Museo Pogliaghi presso il Sacro Monte di Varese. Nata come casa museo dell’artista, per sua stessa volontà fu donata alla Santa Sede e alla Biblioteca Ambrosiana di Milano. Da diversi anni è chiusa al pubblico per grossi problemi di restauro e inagibilità e sono molti i varesini che attendono di poterlo rivisitare.
Finalmente dopo anni di trattative ed accordi grazie ad un oneroso contributo della Provincia di Varese e della Fondazione Cariplo (oltre 700mila Euro a testa in tre anni) i lavori di consolidamento e di aggiornamento dei sistemi museografici potranno partire.
"La Biblioteca Ambrosiana – spiega Monsignor Navoni, dottore ordinario dell’istituto milanese – in questi anni ha cercato di trovare sul territorio degli interlocutori che potessero far ritrovare al Museo la sua identità. Abbiamo avviato le pratiche perché si costituisse una Fondazione e si cambiassero gli statuti del Museo. Siamo in attesa degli ultimi passaggi burocratici e poi potranno partire definitivamente i lavori". Per il momento sono stati realizzati solo dei lavori urgenti per evitare ulteriori degradi.  

Come mai tanti anni per poter giungere a un primo passo per la riapertura? "La Biblioteca Ambrosiana è stata impegnata per ben sette anni – spiega Agostino Fontana della Congregazione dei Conservatori – nel restauro della Biblioteca stessa con un grosso impegno, che ha assorbito completamente le sue forze. Siamo contenti di aver trovato degli enti che ci permettano di realizzare i lavori di adeguamento del Museo".
La Fondazione Cariplo non è nuova nel sostegno del recupero del Sacro Monte, alcuni anni fa infatti finanziò di restauro degli affreschi presenti nel Monastero delle Romite. 

Lo spazio espositivo necessita di lavori di consolidamento dello stabile, messa norma di tutti gli impianti e aggiornamento dei quei criteri museografici indispensabili per la protezione e conservazione delle opere. È ancora da decidere che seguirà i lavori di restauro.
Il ricco patrimonio del Museo si compone non solo delle opere del Pogliaghi, tra cui il grosso bozzetto in gesso della porta realizzata per il Duomo di Milano, ma anche della sua collezione personale di oggettistica dall’età greco – romana al secolo scorso.
Ancora un po’ di pazienza dunque per riscoprire un altro tesoro della nostra provincia 

Ludovico Pogliaghi e la sua casa museo

Costruita nel cuore del borgo del Sacro Monte di Varese il Museo Pogliaghi è la casa dove lo scultore visse tra il 1885 al 1950, anno della sua morte. Testimonianza dell'eclettismo di fine ottocento, la villa conserva reperti archeologici, sculture del Giambologna, e del Magnasco, una significativa collezione di tappeti oltre alle opere dell'artista stesso. La Villa è circondata da un giardino all'italiana ricco di numerosi marmi antichi e moderni raccolti dal Pogliaghi durante la sua via.

L'artista nasce a Milano il 7 Gennaio 1857 da una famiglia della ricca borghesia lombarda. Fin da bambino dimostra un talento artistico che lo spinge a dedicarsi alla pittura e alla scultura. Nella sua vita farà anche lo scenografo, il decoratore e l'orafo. Ottiene molte commissioni a Milano dove realizza una Porta Centrale del Duomo, dipinti per la chiesa di S. Babila e per la Cappella dell'Università Cattolica del Sacro Cuore. Lavora inoltre a Roma realizzando il gruppo della Concordia per l'Altare della Patria a Roma e le Porte di bronzo per la Basilica di S. Maria Maggiore. A Partire dal 1885 comincia a costruire la sua Casa Museo presso il Sacro Monte sopra Varese dove vive e conserva la sua preziosa collezione. Per lo stesso borgo realizza il paliotto dell'altare Maggiore del Santuario e il Battistero. Stimato e conosciuto muore il 30 giugno del 1950, a 93 anni, nella sua casa di Santa Maria del Monte dove tutt'ora è sepolto

Erika La Rosa

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