LE MOSTRE A VARESE
E PROVINCIA

 

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Varese - Il Liceo Frattini accoglie una bella mostra personale del fotografo varesino. La prima della sua carriera
Vivi Papi: una vita per la fotografia 

Quasi una leggenda per Varese e il Sacro Monte, Vivi Papi da oltre cinquant'anni ferma in uno scatto le meraviglie del mondo e della natura. Sembra incredibile a dirsi, ma la mostra in corso fino al 30 marzo al Liceo Artistico Frattini è la prima personale della carriera. "Una supplenza rispetto alle istituzioni" come ha giustamente affermato Dario Manzo, il preside del Liceo, se pensiamo che i più bei libri editi sul patrimonio artistico della provincia riportano suggestive immagine a firma Vivi Papi.

Gentilissimo e modesto "Il suo modo di essere, il suo stile di vita, la sua professione - per citare il ritratto che ne fa Carlo Meazza-  alcune doti come la sua bontà e l'umiltà, sono così mischiate da renderne impossibile qualsiasi separazione" .

"Io sono solo un fotografo - spiega Vivi Papi - alcuni amici hanno lavorato per allestire la mostra e sembro una celebrità. Ho cominciato a coltivare la passione per la fotografia fin da giovanissimo, quando mio padre mi diede in mano la sua Leica lasciandomi piena libertà di espressione".

Circa quaranta opere ripercorrono la lunga carriera del fotografo, dai primi scatti degli anni cinquanta agli ultimi ritratti della via Sacra del 1999.

Alcune immagini sono un vero tuffo indietro nel tempo quando sulla cima del monte non c'erano le parabole o i contadini scendeva con i muli dalla via Sacra. "Sono foto che non interessavano nessuno,  io le facevo perché mi colpivano in quel momento, perché mi incuriosiva catturare quel particolare". 

Qual è il suo rapporto con il Sacro Monte?
"È un rapporto strano.  Quando ero giovane vagavo per la montagna per scoprire luoghi non frequentati. Cercavo un rapporto con la natura che forse oggi si è perso. Come trasmettere il suo forte carattere e la sua fiera onestà nel degrado in cui soffre oggi nella sua struttura, nella sua vita civile, nella sua stessa identità, in un gusto dominante che lo vuole sempre più artificioso e lezioso?"

La selezione delle fotografie esposte propone scatti liberi, realizzati non su commissiona, per cui scorrono l'immagine della madre, del padre, di una nuvola catturata al volo, degli amici artisti al lavoro. Fermato per sempre anche il pennello di Renato Guttuso mentre delinea con il colore la "Fuga in Egitto" al Sacro Monte "Mi ricordo mentre lavorata nella cappella. Quello che mi aveva colpito era il suo carattere deciso e combattivo. Nei miei confronti fu squisito e mi permise di fotografarlo mentre era al lavoro".

Il nome di Vivi Papi è sopratutto legato alle riproduzioni di opere d'arte e monumenti "questo interesse è stato decisamente condizionato da mio padre, artista, che viveva di arte". 

Qual è la difficoltà di fotografare opere d'arte?
"È importante sentire il quadro, la scultura o il monumento. Non si può fotografare a freddo. Mi risulta difficile ottenere buoni risultati con opere che non sento dentro. Accanto a questo sentimento bisogna comunque avere un importante rigore tecnico". 

Da non perdere dunque la mostra la Liceo Frattini perché "chi sia Vivi Papi lo raccontano le sue immagini" come ha scritto Silvano Colombo.


Erika La Rosa

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