Il prof. Silvio Zanella

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Intervista al Professore Silvio Zanella, fondatore del Premio Nazionale Arti Visive di Gallarate che quest'anno festeggia la XX edizione con un'importante mostra storica
Cinquant'anni di passione per l'arte

Un colloquio con Silvio Zanella, fondatore del Premio Nazionale Arti Visive Città di Gallarate non può che avvenire nella "sua galleria": la Civica Galleria d’Arte Moderna di Gallarate. Quello che colpisce di lui fin dal primo incontro è la vitalità prorompente, assolutamente straordinaria in un ottantenne, che si accompagna ad una sorprendente disponibilità umana ed intellettuale.

Come nacque l’idea di istituire il Premio Arti Visive?
Alla fine del secondo conflitto mondiale ero studente all’Accademia di Brera e il presidente dell’A.U.G. un’associazione di giovani studenti universitari che si proponeva di stimolare il dibatitto culturale invitanto professori universitari a tenere conferenze ed organizzando mostre d’arte. Da qui maturò il progetto di promuovere a Gallarate un "Premio di Pittura" e creare le basi per istituire in futuro una Civica Galleria d’Arte Moderna. Alla fine degli anni ’40 nei vari centri della provincia di Varese le gallerie d’arte erano pochissime e dal punto di vista artistico imperava il figurativo. Abbiamo avuto fin da subito la fortuna di avere l’entusiastico appoggio dell’allora sindaco di Gallarate Francesco Buffoni. Nel 1950 venne allestita la prima edizione del Premio.

Come si è arrivati a poter disporre di questa sede espositiva per la Civica Galleria d’Arte Moderna?
I primi passi di ogni nuova esperienza sono spesso difficoltosi e per ciò che riguarda il Premio Gallarate i problemi da risolvere furono tanti, a cominciare dalla mancanza in città di un adeguato spazio espositivo. Ad aggravarli intervenne, tra la prima e la seconda edizione del Premio, la scomparsa del Sindaco Buffoni, che fin dall’inizio ci aveva entusiasticamente appoggiati. Non si può dire che i suoi successori abbiano fatto mancare il loro appoggio e non si siano resi conto dell’importanza del Premio e del fatto che si stavano ponendo le basi per la costituenda Galleria d’Arte Moderna di Gallarate. Vi era però la difficoltà di giustificare agli occhi degli elettori e dei loro partiti di appartenenza le spese necessarie per realizzare le edizioni destinate a premiare delle opere che ai più riuscivano incomprensibili. Gli organizzatori in diverse occasioni sollecitarono l’Amministrazione Comunale a mettere a disposizione dei locali degni di ospitare nell’immediato, sia una manifestazione d’arte sia un patrimonio che già nel 1960 contava 114 opere e quindi formava il primo nucleo della nuova collezione. Proprio in attesa di questa decisione, dal 1960 al ’66 il Premio non ebbe luogo. I promotori infatti si rifiutarono di continuare a organizzare una manifestazione di tale impegno ed importanza senza possedere ambienti adatti alla esposizione di opere e principalmente alla conservazione di opere d’arte. Solo su iniziativa del Sindaco Mario Sola e grazie all’appoggio dell’Arch. Francesco Moglia, nel 1966, fu messo a disposizione dei promotori un appartamento ad uso civile da adattare a sede espositiva provvisoria. Dallo stesso Sindaco mi venne dato l’incarico di inventariare il patrimonio delle opere acquisite negli anni, sparse in varie sedi, scuole e uffici amministrativi della città. L’ottava edizione del Premio, nel 1966, coincise con l’apertura della sede provvisoria ed ebbe un grande successo per il valore degli artisti partecipanti e la qualità delle opere esposte. Nel 1969 i locali in seguito al mancato trasferimento degli uffici postali negli ambienti di Vaile Milano l’Amminisdtrazione Comunale diede gli spazi alla Galleria come sede permanente, ampliata negli anni sucessivi.

Il frutto concreto del lavoro di tutti questi anni è la costituzione a Gallarate della Civica Galleria d’Arte Moderna, che può vantare un invidiabile patrimonio di opere d’arte. Quali sono stati i riflessi che si sono avuti sulla città?
L’attuale società non è più quella degli anni Cinquanta del secolo scorso: tutto è cambiato. Siamo legittimamente orgogliosi di avere contribuito a tale cambiamento culturale e alla costruzione della Civica Galleria. Il nostro esempio ha fatto scuola ed oggi altre città della provincia come Varese e Busto Arsizio, ma anche nel resto d’Italia si stanno adoperando per avere un loro museo di arte contemporanea. Il patrimonio della galleria ammonta ormai ad oltre 3 mila opere e comprende dipinti, sculture, ceramiche, disegni, opere grafiche, ex libris, arte ambientale e multimediale, oggetti di design, elaborazioni fotografiche e libri d’artista.

Gallarate dispone, quindi, di un patrimonio d’invidiabile valore a cui mancano, per essere completo, solo alcuni nomi come Fontana, Manzoni, Burri, Melotti, Guttuso e pochi altri. Si confida di venire in possesso delle opere di questi maestri con la XX edizione del Premio Città di Gallarate che commemora il Cinquantesimo proprio quest’anno.

L’impatto culturale della nostra Civica Galleria sulla città è stato positivo e ha cominciato a dare da qualche anno i suoi frutti. Se ne vedono i vantaggi culturali soprattutto nelle industrie e nelle piccole imprese artigiane che attualmente realizzano prodotti di grande valenza artistica e di alto valore estetico. Si può affermare che è cambiata la sensibilità operativa e si è capito da parte di molti che l’arte può contribuire ad elevare il tasso culturale anche della gente comune.

Bisogna rilevare, infine, che la Civica Galleria non è stata mai uno spazio statico, ma dinamico e aperto. Negli ultimi anni alle mostre, alle lezioni, alle conferenze d’arte, ai viaggi culturali di aggiornamento, si sono aggiunti i laboratori didattici per i bambini delle scuole Materne ed Elementari, grazie alla collaborazione delle diverse scuole della provincia. Ciò ha permesso di avviare fin dai primi anni di vita i futuri cittadini ad una migliore educazione estetica e ad una maggiore sensibilità nei confronti delle espressioni artistiche contemporanee.

Arrivati a questo punto quale futuro si prospetta per la Civica Galleria?
La Civica Galleria è ormai una realtà concreta di cui tutti i gallaratesi possono andare orgogliosi. Si è già al lavoro per realizzare entro l’anno, alla grande, la ventesima edizione del Premio, sotto la guida dell’attuale Direttrice della Galleria Emma Zanella Manara. Ci auguriamo che in merito alla nuova sede museale le ultime decisione prese dall’Amministrazione Comunale si concretizzino al più presto, in modo da poter esporre gran parte delle collezione della Galleria. È un patrimonio enorme che abbraccia tutte le correnti artistiche di oltre mezzo secolo di arte italiana del XX secolo, frutto non solo dei premi acquisto ma anche delle donazioni di artisti, di enti e di privati cittadini. Merita, quindi, una degna sede espositiva che costituirà la ricompensa al lavoro appassionato e alla lungimiranza di quanti negli anni hanno creduto alla validità e alla funzione sociale del Premio Città di

Erika La Rosa

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