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Nasce da un intento
comune di confronto e dialogo, la mostra collettiva presso lo Spazio
Zero di Gallarate degli artisti Massimo Conconi, Emilio Corti, Marco
Zanzottera e Ignazio Campagna. Uniti dalla volontà di verificare
davanti alle opere esposte le trame poetiche e le sottili tessiture
che possono sorgere in dialoghi tra forme plastiche e campiture
pittoriche saranno in mostra fino al 9 febbraio 2003.
Professore presso il Liceo Artistico A. Frattini di Varese Emilio
Corti ha esordito la sua carriera pittorica con una attenzione molto
forte al mondo naturalistico. Approfondendo lo studio e il valore
del colore sulla tela, prende le mosse dalla pittura impressionista
di Cèzanne per giungere nella maturità artistica ad un
accostamento alla pittura astratta, per esprimere sulla tela una
realtà interiore fatta di segni vibranti, cromatismi sobri e
raffinati.
Riflettono il sole della sua terra, la Sicilia, le sculture di
Ignazio Campagna lavorate però con il marmo di Viggiù o la pietra
di Vicenza. Una scultura che predilige la rappresentazione della
figura umana di gusto arcaicizzante, fatto di volumi scanditi e di
riflessioni intorno al "Cubismo". Sceglie la materia dura
come il granito o la pietra che devono essere lavorate e scolpite
con la fatica. "Nel presente trova ispirazione - come ha
scritto Floriano Bodini - e affinità in Maestri che come Moore,
Marini, Wotruba e Negri che lo guidano verso i ritmi cadenzati,
liricamente enunciati che chiudono nella forma del presente i
ricordi e i frammenti di antiche civiltà".
Dalla prima passione per l'arte di Klee, studiata incessantemente
all'Accademia di Brera, Massimo Conconi giunge gradualmente a
risultati assolutamente personali ed originali. Punto forte della
sua ricerca è la sperimentazione di tecniche e materiali diversi:
garze, veline, fondi d'oro, carte, sabbie, filamenti, tratteggi e
impasti. L'artista realizza opere leggere, quasi aeree che pur
avendo riferimenti al tipo naturale rappresentano i sogni del mondo,
paesaggi interiori e "reperti di un puzzle psicologico".
Marco Zanzottera scolpisce il travaglio e il dolore dell'uomo
contemporaneo. Le forme dure, crude, martoriate, scavate e tagliate
rappresentano figure maschili e femminili. Una forma che non si
arresta ai dati realistici ma sfocia in un espressionismo lacerante.
L'idea del suo lavoro è quella di esprimere certe condizioni
sociali con elementi plastici attuali, lavorando il bronzo con
colori spesso acidi o levigando fino a tirare a lucido le superfici
in terracotta. Le opere in mostra sono sculture in terracotta
policroma, per lo più di piccolo e medio formato. Esse appartengono
alla produzione compresa negli ultimi dieci anni.
In contemporanea alla mostra presso
lo SPAZIO ZERO gli artisti esporranno anche nell'Atelier delle Arti
Visive dell'Università del Melo in via Marsala a Gallarate. Con
l'inaugurazione di domenica 26 gennaio 2003 ore 16.30, la mostra sarà
visitabile tutti i pomeriggi della settimana.
SPAZIO ZERO, Via Ronchetti n.6 -
Gallarate (VA)
dal 26 gennaio al 9 febbraio 2003
inaugurazione domenica 26 gennaio ore 11.00
Orari: da martedì a sabato 15.30-19,
sabato e domenica 10-12/15.30-18.30
Testo critico di Ermanno Morosi e Silvio Zanella
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