LE SCULTURE
DI SANGREGORIO ovvero L’acqua scorre e il sasso resta
e
ci ritroviamo viaggiatori assorti
intenti a distillare le essenze
in un giorno pigro di confini
in
riva al fiume / tra pietre mangiate / dall’ardore
infaticabile / farsi più pallido /
il sorriso della luce /
anfratti studiati / precipizi cercati / unghiate trafitture
/ vertigini di luce /
al soffio del vento / …
forme
corpose vibrano come volumi lievitati .. una monumentalità
libertaria apre finestre .. apre al guardare .. lasciando
scorrere l’aria tra pietra e pietra .. tra pietra e legno
.. e vetro .. scorre la vita ..
una
monumentalità che fa avvertire sempre più l’intima
fragilità delle cose ..
Giancarlo
Sangregorio .. è scultore che concentra nell’arte ..
nella sua potenza .. la propria ricchezza morale e storica e
la civiltà di cui si è nutrito ..
Sangregorio
ha una storia lunga .. nato nel 1925 a Milano .. inizia
presto a scolpire nelle cave dell’Ossola come autodidatta
frequentando poi i corsi di scultura all’Accademia di
Brera .. nel dopoguerra è attivo nelle manifestazioni delle
tendenze d’avanguardia .. sfuggendo agli aggiornamenti
superficiali continua la sua ricerca rispondendo al suo
sentimento del reale .. partecipa alle più significative
manifestazioni d’arte internazionale .. vive e lavora a
Sesto Calende ..
SCULTURE
SUL TICINO .. 5 sculture monumentali – centro storico (dal
13 settembre al 30 ottobre) .. Una grande scultura –
cortile Palazzo Comunale .. piccole e medie sculture –
Spazio Cesare da Sesto .. opere grafiche – Sala Consiliare
(dal 13 settembre al 5 ottobre) .. catalogo con testo di
Aldo Tagliaferro .. è
un’esposizione che testimonia un lungo percorso artistico
e umano .. e un profondo legame con la città ..
tra
nervi di cielo e dune di terra / il falco danza con il
serpente / e infrange l’ordine / in un tentativo
d’amore.
sculture
nate dalla montagna .. divengono presenze vive negli spazi
urbani .. è un incontro .. con tensioni .. torsioni ..
combinazioni .. un catturare
qualcosa che sfugge .. d’un immaginario mitico .
..
impresse con il palmo della mano / astratte e
concrete primitive e derivate.
le
impronte in cellulosa .. le carte .. sono le fragili tracce
della memoria di quei materiali che .. in un fare che
s’incrocia .. s’allontana .. s’avvicina ..
all’assolutezza dei volumi in pietralegnovetro ..
e
nel passeggiare d’un sabato pomeriggio in Sesto Calende ..
vedere che .. le opere di Sangregorio più che di commenti
hanno desiderio di sguardi .. ..
tendiamo
l’occhio sottile
per rintracciare i segni
di
una misteriosa geomantica sintassi
PS:
gli intensi fragranti taglienti versi poetici di Francesca
Marcellini sono tratti da: GEOMANTICA, poesie di F.
Marcellini, impronte di G. Sangregorio, Edizioni
dell’Aurora, Verona 2003.
PPS:
nel titolo un verso rubato a Giulio Stocchi da IN TEMPO
DI GUERRA,
NonSoloParole.com Edizioni, PollenaTrocchia (NA) 2003
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