LE VIVENTI
FRAGILI TRACCE DI ENRICO DELLA TORRE
L’artista
che io temo di più è la natura
(L. Mainolfi)
a
Borgomanero alla Fondazione Marazza dall’8 al
29 novembre 2003 Enrico Della Torre: Il
flusso della parola e della forma a
cura di Fabrizio Parachini.
(
una sottile influenza mi trattiene in casa .. un sottile
desiderio di vedere e poi annotare mi rende febbricitante ..
e così mi trovo a giocare tra noia melanconia e costretta
immobilità .. e così tento di dribblare la lontananza con
la memoria di altre mostre dell’artista .. supportato dal
piccolo ma indispensabile catalogo dell’occasione e da
altri .. eccomi naufragare nel raffinato “fare” di
Enrico Della Torre .. al fedele curioso lettore scarne
stenografiche febbrili annotazioni novembrine …. )
Nella
vita contano le pause.
(E. Della Torre)
forme
colori segni che non stordiscono lo sguardo .. sentire i
suoni che scaturiscono dal silenzio della superficie .. un
prolungato tempo di percezione dell’immagine .. un
prolungato tempo di letture ..
fluttuanti
sogni di luce-colore-segno ..schive meraviglie del quando
tutto è quiete e silenzio ..
riflessi
della memoria .. rifrazioni .. respirano con il battito
della natura .. un rifare la natura e un rifarsi natura ..
un repertorio di frammenti .. geometrie che nascono
dall’essenza di vegetazioni di insetti di acque di
paesaggi .. un’esplorazione che l’artista intreccia
intriga interpreta trasforma illumina d’infinite variabili
..
un
discorrere pacato intimo segreto .. l’impossibilità di
dimenticare un’immagine vista e vissuta .. una lirica
razionalità intrisa di una luce morbida .. verdi profondi
azzurri intensi gialli ocra blu notte .. baluginanti
apparizioni .. una profonda sensibilità per il tono e la
materia .. un segnare sensibile .. accompagna le ombre del
quotidiano ..
intuizioni
di spessori e di profondità .. materie opache imbevute di
luce .. illuminazioni nate dalla meditazione poetica più
che dall’eccitazione emotiva .. una inclinazione
visionaria controllatissima .. consistenza e leggerezza ..
viventi in fragili tracce ..
l’artista
ha mediato tremori e angosce dei maestri .. ( Klee Wols
Michaux Gorky Licini Soldati ..) trovando nuove declinazioni
..
finezza e
cultura di una
schiva auscultazione .. una severità che a volte rischia il
silenzio .. apparenti assenze .. velate allusioni .. gesto
.. rigore .. linee con un ritmo preciso e leggero ..
musicale ..
l’opera
dell’incisore si pone con pari dignità accanto a quella
del pittore .. il suo tradurre ed interpretare il mondo dei
poeti ..tra gli altri .. livres de peintre con Vittorio
Sereni, Guido Ballo, Roberto Sanesi, Ezra Pound, Maurizio
Cucchi, Paolo Volponi, Biagio Marin, Alberto Nessi, ..
un
minuscolo foglio per contenere il mondo (Wols)
miniature
laiche idealmente di dimensione illimitate .. un invito a
guardare dentro .. e non è poco nel fracasso trombonesco
d’oggidì .. la possibilità di godere di un mondo
nascosto all’occhio comune .. .. ( se possibile .. da non
perdere !)
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