SEGMENTI
per ENRICO CATTANEO
La sigaretta
abbarbicata ad un sorriso sornione .. la parlata milanesa
scherzosa intensa .. l’occhio vivace attento mobile puntato
lontano .. è un
distinto signore l’Enrico Cattaneo del ‘33 nato a Milano ..
che mi scruta da sotto gli occhiali mentre gli chiedo
l’autografo .. io che “mangio” questi suoi pensieri
d’immagini in bianco & nero .. il 10 febbraio al Circolo
Culturale Bertold Brecht in via Padova 61 a Milano …
STUDI D’ARTISTA
1958/1968
.. questi suoi
“ritratti” degli studi e degli atelier degli artisti milanesi
tra gli anni cinquanta e sessanta, gli anni di quello che fu
chiamato il realismo esistenziale. Sono i luoghi in cui vivevano e
operavano i suoi amici pittori,quelli con i quali in quegli anni
quotidianamente lavorava e condivideva esperienze, discussioni,
curiosità, approfondimenti umani e culturali. .. . la traccia, il
risultato di una ricerca di atmosfera, .. la loro orma
esistenziale impressa nell’aria, … (G. Seveso, pieghevole in
mostra)
..
Era l’ora del miracolo italiano. Oggi, alla fine di questo
ventesimo secolo, si sovrappongono tracce e nomi di cose avvenute
o ancora da venire. .. (J. Diaz Rozzotto)
…
..
E
c’era tutto un programma
Futuro
Che non abbiamo avverato
E’ tempo che sfugge
Niente paura
Che prima o poi ci riprende
perché c’è tempo, c’è tempo, c’è tempo
Per questo mare infinito
Di gente …
(I. Fossati)
le fotografie di
Enrico Cattaneo .. i suoi ambienti i paesaggi l’uomo che spera e
dispera che si stupisce e sogna .. con complicità tensione
maestria .. ben lungi dal descrittivismo documentaristico o dal
formalismo fine a se stesso ..
immagini cercate
costruite con ironia e disincanto .. presenze riproposte con
affettuosa melanconia .. Ferroni Ossola .. Baratella Spadari De
Filippi .. Luporini Tenconi .. altri ..
la fotografia è
memoria di immagini mai finite .. un silenzio che parla ..
odore di fumo di stufa di muri vecchi di pittura di tante
sigarette .. memoria che si mette a vivere dal momento che la
guardi l’interroghi ..tenti di sentirla di leggerla ..
..
Chiunque racconti qualcosa, quasi sempre finisce per fare un
racconto autobiografico. Questa è la grande differenza tra uno
come me e un grande fotoreporter di “Life”: per i
documentaristi la maggior componente del loro interesse è
l’esterno, l’oggetto esterno, la realtà esterna alla loro.
Quando io, invece fotografo un paesaggio è perché l’ho sognato
prima. Utilizzo la realtà esterna come uno strumento. Cerco
l’immagine che ho già in mente. … (Conversazione con
A. Madesani, Spaziotemporaneo, MI, 2000)
“… VISI E
CORPI SONO OFFERTI A CHI SA LEGGERE. .. ..”
(J. Genet) al
Circolo Cult. B. Brecht a MI .. sino al 20 febbraio 2003 .. (16.30
– 20 .. chiuso venerdì, sabato e festivi) …
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