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Arte - Una inedita mostra mette a confronto gli illustratori del grande scrittore attraverso l'esposizione dei bozzetti originali dei suoi libri
Altan, Munari, Luzzati e Verdini raccontano Gianni Rodari


(21 marzo 2004) Taglio del nastro per il grande ritorno di Gianni Rodari a Gavirate. Sabato 20 marzo sì è aperta al pubblico l'inedita mostra "Sotto l'ombrello della fantasia. 
Gianni Rodari e i suoi maggiori illustratori dal 1950 ad oggi" nelle sale espositive del Chiostro di Voltorre, promossa dall'Amministrazione Comunale di Gavirate. 
Per la prima volta sono messi a confronto i maggiori illustratori, che negli anni hanno lavorato con Rodari alla realizzazione delle immagini dei suoi libri o che hanno reinterpretato con il colore le storie e i personaggi più famosi. 
Raul Verdini, Bruno Munari, Lele Luzzati e Francesco Altan hanno svolto non solo un importante ruolo nella produzione dello scrittore, ma hanno segnato la storia dell'illustrazione per l'infanzia in Italia e in Europa. 
L'esposizione, divisa in quattro sezioni, presenta i disegni preparatori, i bozzetti ed in alcuni casi vere e proprie opere dei titoli di Rodari realizzate con le tecniche più svariate: dal collage, al pastello, all'acquerello o pennarello. 
Intervento sentito quello di Maria Teresa Ferretti Rodari, moglie dello scrittore, che è tornata a Gavirate dopo diversi anni di assenza: «Gianni era molto legato a questo paese, ed è un piacere poter vedere realizzata una mostra che gli renda omaggio e che tenga vivo il suo ricordo». 
Rodari, si trasferì sulle sponde del lago di Varese nel 1929, con la madre e i fratelli dopo la prematura scomparsa del padre. A Gavirate visse gli anni della formazione e dei primi esperimenti narrativi. "Mingherlino, pallidoccio, timidino; ma occhi vivacissimi; non primeggiava certamente nel gioco, sopratutto nella corsa. 
Amava "chiacchierare", parlare, con voce solitamente dimessa; anche quando si accalorava non perdeva una certa padronanza di sé, se così ci si può esprimere per un ragazzo". 
Così ricorda Gianni Rodari Mons. Citterio, insegnante del giovane negli anni Trenta. Un ricordo affettuoso che sottolinea il carattere e la predisposizione del ragazzo per le materie umanistiche, per l'interesse al dialogo e alla letteratura che negli anni coltiverà da autodidatta. Una passione per la scrittura approfondita fin dagli anni giovanili, che farà di Gianni Rodari uno dei più significativi scrittori per l'infanzia, e non solo, dell'Italia del dopoguerra. 
Rodari rimase molto legato a Gavirate anche dopo il suo trasferimento a Milano e Roma. 
Accanto ai curatori di Metamusa, Erika La Rosa, Monica Faccini e Paola Pastorelli, hanno lavorato Pino Boero, Professore ordinario e Preside della Facoltà di Scienze della Formazione a Genova, Walter Fochesato, Docente della Facoltà di Scienze della Formazione di Genova, Roberto Denti, fondatore della Libreria per Ragazzi di Milano, Emma Zanella, critico d'arte e direttore della Civica Galleria d'Arte Moderna di Gallarate, realizzando una inedita ricerca, documentata da un catalogo con la pubblicazione a colori di tutte le opere esposte e i testi critici sulla figura dello scrittore, sulla sua opera e sugli illustratori che negli anni hanno accompagnato i suoi testi.



arte@varesenews.it


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