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Varese
– Presentato il
volume sui restauri di quattro opere del maestro valcuviano
e di una ruota del mulino-museo
Gli
affreschi di Salvini tornano a risplendere
(14 febbraio 2004)
Mattinata dedicata alla cultura a Villa Recalcati. Presso la
sede dell’Amministrazione Provinciale si è svolta la
presentazione del volume “Innocente Salvini – gli
affreschi”, realizzato per celebrare il restauro di quattro
dipinti posti sulle pareti del Mulino-Museo situato tra
Gemonio e Cocquio Trevisago. Oltre agli affreschi, tutti
realizzati da Salvini tra il 1946 ed il 1961, è stata
risistemata la grande ruota metallica del torchio, posta
all’esterno di una costruzione separata dal mulino ma
facente sempre parte del complesso di proprietà degli eredi
del grande pittore.
Il restauro degli affreschi
è toccato a Lino Reduzzi, pittore noto nella zona anche per
avere ripristinato di recente un dipinto murale a Gemonio, in
collaborazione con Floriano Bodini. I lavori di sistemazione
hanno trovato una risposta entusiasta da parte della
Fondazione Cariplo che ha sovvenzionato l’operazione, ma
pure da parte degli enti locali: il volume ha visto la luce
grazie all’interessamento di Provincia, Comunità montana
della Valcuvia e Comune di Cocquio Trevisago. All’interno
del catalogo trovano posto, oltre ai saluti delle autorità e
alla biografia del Salvini, alcuni contributi di sicuro
interesse. La descrizione degli affreschi è lasciata a
Raffaele De Grada (“Innocente Salvini e la famiglia”),
mentre Gianni Pozzi ha tracciato il contesto storico e sociale
nel quale il pittore ha vissuto (“Tra ottocento e novecento,
cronache del mulino di Innocente Salvini”). Non meno
interessanti sono i contributi di Luciana Schiroli
(“L’elogio del quotidiano”) e dello stesso Reduzzi che
si è trovato a tu per tu con l’opera del maestro
(“Incontro ravvicinato”).
L’incontro è stato aperto
dai saluti del consigliere provinciale Martelossi, del vice
sindaco di Cocquio Maraggia, e dell’assessore valcuviano
Barra, mentre la chiusura è toccata ad Anna Visconti,
presidente dell’associazione Museo Innocente Salvini. A
Raffaele De Grada, critico affermato e grande esperto
dell’opera salviniana, è toccata la parte più consistente;
De Grada ha espresso soddisfazione nel vedere la vivacità
culturale del Museo Salvini: «È bello ed importante che una
comunità forte si riunisca nel nome del Salvini, uomo in
apparenza solitario, a distanza di tanti anni. Significa che
il tema della famiglia, toccato dal pittore negli affreschi,
ha valore ancora oggi ed è servito a Salvini per essere
ricordato ed apprezzato anche dopo la morte». Il museo
Salvini però ha confermato di non voler rimanere ancorato ad
un passato pur bello ed importante. La signora Visconti
infatti ha annunciato che Reduzzi concederà uno stage ad
alcuni alunni del Liceo Scientifico Frattini, in modo da
trasmettere anche alle nuove leve la passione e la maestria
del restauro. Nel nome di Innocente Salvini.
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