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Arte
- A cinque anni dalla scomparsa un omaggio
a Pierluigi Lavagnino
Ciò che si perde in
fisicità si muta in spirito
(15 aprile 2004) Importa
poco se la pittura di Lavagnino richiami ad un suo primo
impatto aspetti naturalistici ciò che maggiormente conta è
la capacità di tradurre in pittura le luminose e
indefinite rarefazioni coloristiche presenti in natura. . Così,
mentre tutti i fogli in mostra trasudano d’umori vegetali è
la poeticità della materia giocata tra sottili trame e spazi
pittorici a farsi visione, presenza.
Il lento procedere per
dimensioni interiori, poi, dello sguardo mostra tutto il
travaglio della materia e la sua capacità di riaffiorare in
superficie attraverso equivalenti visivi.
Ancora una volta nel
depositarsi e sedimentarsi delle sensazioni, nello sfinirsi e
ridefinirsi in altrettanti colori, nel ristagno delle ombre,
l’occhio assume un fondamentale ruolo d’equilibrio perchè
grazie alla visione è capace di fare un ulteriore depurazione
dei segni sino a restituire una dimensione pittorica fatta di
pure trasparenze.
(foto: Pierluigi
Lavagnino nello studio , Milano 13 gennaio 1999)
Ecco allora i verdi teneri
del sottobosco, le ocre o i grigi stinti, le tracce di azzurri
slavati come nelle antiche sinopie, le trame pittoriche appena
intuibile delle superfici di vecchi intonaci, l’impalpabilità
materica delle velature. Rimando di visioni, memorie che
evocano presenze. Niente è descritto. Non c’è
alcuna rappresentazione del reale. Tutta la visione appare
sospesa nel tempo di segrete corrispondenze, tra le fitte
trame dei segni e di colori che tendono alla luce.
Perché è di questi aspetti
che tratta la pittura di Lavagnino e lo spettatore, prima di
tutto, percepisce questo lungo processo di depurazione segnica
e cromatica. Non è un fatto semplicemente ottico è
essenzialmente una dimensione emozionale, un tuffo in luoghi
pieni di magiche atmosfere. (senza
titolo, 1989, acquarello su carta cm 49x66)
A cinque anni dalla sua
scomparsa gli spazi della Galleria Bambaia di Busto Arsizio si
offrono alla linearità ai questa vicenda creativa e,
nello stesso tempo, viene restituito all’atto del
dipingere, tutta la sua specifica funzione immaginativa,
insostituibile nel magma dell’attuale panorama pittorico
contemporaneo.
Omaggio a Pierluigi
Lavagnino
A cinque anni dalla sua scomparsa
dal 23marzo al 27 maggio 2004
Galleria d’Arte Bambaia
Busto Arsizio – Via C. Porta 2
Tel.0331—622440
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