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Arte
- Al Castello
di Masnago una mostra antologica voluta e pensata
dall'autore poco prima della morte. Oltre 240 le opere, che
ripercorrono cinquant'anni di eccezionale creatività
Enrico
Baj rivive a Varese
(31
ottobre 2003) Corde, ricami, tagli, specchi, foto, colori e
parole. Pittura, poesia, musica e armonia. Un inchino
all'ironia, alla genialità e alla fantasia. La mostra Enrico
Baj: Pictura ut poesis. Incroci tra arte e letteratura
inaugura nel giorno di quello che sarebbe stato il suo settantanovesimo
compleanno. Enrico Baj vi ha lavorato fino all'ultimo,
scegliendo le opere, la collocazione, il catalogo ed è per
questo che è la "sua" mostra. Una ricca esposizione
con oltre 240 opere curata da Marco Meneguzzo e i Musei Civici
di Masnago, che apre al pubblico a partire da sabato 1
novembre.
Il titolo evidenza l'assunto
del progetto che per la prima volta approfondisce il legame
dell'arte di Baj con la letteratura. Una passione che
l'artista ha coltivato fin da giovane collaborando in numerose
occasioni ad illustrazioni di libri, basti ricordare l'omaggio
ai testi classici con il De Rerum Natura di Lucrezio. «Baj
non ha mai lavorato a compartimenti stagni - spiega Marco
Meneguzzo - non ha mai fatto differenza tra pittura, poesia,
letteratura o musica. Amava le contaminazioni e forse pochi
altri come lui hanno lavorato in stretta collaborazione con
letterati e poeti».
Ma
qual è il rapporto che legava Baj alla parola? «Ciò che
affascina è la possibilità narrativa della parola, il suo
andamento necessariamente diacronico- una parola dopo l'altra,
una frase dopo l'altra -il suo dipanarsi nel tempo e, forse,
quella capacità di suggerire imagini, ma la contempo
lasciarli indistinte».
Ed è forse quell'evocazione della parola che Proust ha saputo
esprimere che catturò l'attenzione di Baj e lo portò a
dipingere oltre 160 ritratti dei Guermantes.
Estesa su un arco cronologico
di oltre cinquant'anni l'esposizione si sviluppa in dieci
sezioni: nucleare-apocalittico, specchi e manichini,
esotico-kitsch, dame e generali, montagne, mobili, meccani,
Ubu, idraulica, Guemantes. Una sezione specifica è
dedicata alle marinette in meccano realizzate nel 1984 per una
edizione di Ubu Roi in scena a Marsiglia peri l Theatre de l'Arc-en-Terre
di Massimo Schuster, uno spettacolo rappresentato in tutto il
mondo con enorme successo.
Il Castello di Masnago
accoglie inoltre alcuni dei capolavori dell'artista come
"Non uccidete i bambini" del 1953, alcuni generali
dei primi anni sessanta, opere tra le più felici nel percorso
artistico di Baj, i grandi Meccano e parte del fregio a
composizione variabile dell'Apocalisse.
LA MOSTRA
Enrico Baj: Pictura ut poesis. Incroci tra arte e
letteratura
Dal 1 novembre 2003 al 15 gennaio 2004
Civico Museo d'Arte Moderna, via Cola di Rienzo
Orari: da martedì a sabato 10.30-18.30, domenica
10.30-12.30/14.30-18.30
Ingresso Euro 4,00
Tel 0332.220256
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