Gallarate
- In
mostra alla Civica Galleria d'Arte Moderna le
ultime opere dell'artista
Sulla Soglia
dell'arte di Antonio Pecchini
Una
grande installazione "Nel cerchio" invita il
visitatore a varcare la soglia della Civica Galleria d'Arte
Moderna di Gallarate per "avventurarsi" tra
le creazioni di Antonio Maria Pecchini. L'opera apre
idealmente le porte della mostra "Opere Installazioni.
Il luogo della soglia" con una riflessione dell'artista
sulle forze della natura ispirata da un affascinate viaggio
in India, dove la pioggia è violentissima e dove i
temporali monsonici avvolgono ed immobilizzano ogni cosa.
Gli scrosci sono rappresentati dall'artista con lunghi tubi
di ferro che cadono dall'alto per precipitare in un pozzo
senza fine.
La
mostra presenta 13 opere/installazioni che l'artista ha
realizzato negli ultimi dieci anni, ma che aiutano a
comprendere l'essenza del sentimento di tutta la sua opera.
Il filo comune è la riflessione su ciò che accade intorno
a noi, sulle grandi tragedie della guerra e sulla condizione
per lo più critica dell'uomo, con una interpretazione
poetica e lirica che solo l'arte può permettere. Pecchini predilige
materiali semplici come legno, vetro e ferro e cerca nella
semplicità le evocazioni del fluire del tempo e della vita.
"Nei
giardini d'oriente", per esempio, nasce dalla
riflessione intorno alla tragedia della recente guerra in
Jugoslavia ma riesce comunque a comunicare un messaggio di
speranza, in cui l'artista sublima il dolore grazie alla
quiete di una distesa di fiori profumati che incorniciano
impronte di corpi su cera vergine. Ritorna la forma
circolare, amata da Pecchini come le altre forme geometriche
come quadrato e triangolo.
"Conosco
pochi altri artisti che come Pecchini - scrive Emma Zanella
nell'introduzione al catalogo - abbiano riproposto nella
contemporaneità il valore sacro e simbolico dell'arte. La
forte carica simbolica del suo lavoro è infatti leggibile
in tutte le opere qui esposte; nella forma circolare
che si ripete dall'una all'altra; nel bleu cobalto come
nelle foglie e nei fiori profumati".
Se
forse Pecchini non guarda a maestri contemporanei è
indelebile l'impronta che nella sua arte hanno lasciato i
grandi autori del 1300 e 1400 da Simone Martini a Piero
della Francesca. Ne "L'Attesa" il grande
fondale in oro ricorda i grandi polittici gotici ma la
ieraticità della sedia abbandonata dalla Madonna lascia un
vuoto incolmabile.
È,
invece, il viaggio di Ulisse ad ispirare le barche
"volanti" di Deriva, dove carene
scheletrite guidano verso un viaggio fantastico alla soglia
del mondo. Come spiega Martina Corgnati “La soglia è una
dimensione ben difficile da abitare, ben difficile da
mostrare in forme materiali. Ma è proprio lì che Antonio
Pecchini concentra la sua insistenza e il suo desiderio. Da
molto tempo. In tutte le sue opere, si può dire, sia nelle
più impegnative installazioni ambientali, sia nelle Tavole,
che nei Libri, i Reliquiari e le recenti
dimore in metallo saldato, interno ed esterno non sono mai
nitidamente e perentoriamente divisi. La scultura è una
zona di contatto e connessione fra spazi a diversi gradi di
intensità, per così dire, di sacralità, di
connotazione”.
LA
MOSTRA
ANTONIO
PECCHINI
Dal 18 maggio al
29 giugno
Civica Galleria d'Arte Moderna, V.le Milano 21 - Gallarate
Inaugurazione domenica 18 maggio ore 11.00
Info: 0331/791266
Orari da martedì a domenica 10.00-12.30/15.00-18.30
A cura di Martina Corgnati
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